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24 Maggio 2022 - Ultimo aggiornamento il: 24 Maggio 2022 alle 09:59:00

Cronaca News

Guerra per l’eredità, scatta il sequestro

foto di Aula di giustizia
Aula di giustizia

Un testamento ritenuto “palesemente falso” in quanto scritto a più mani. Una denuncia nei confronti di una parente acquisita e una richiesta di sequestro preventivo di alcuni depositi bancari dopo un primo sequestro che è stato già effettuato nell’ambito di un’inchiesta aperta dalla Procura di Taranto. Una guerra familiare si è innescata intorno ad una eredità del valore complessivo di circa 600mila euro lasciata da un’anziana signora di Taranto morta a febbraio dello scorso anno. Dopo il decesso, la parente più vicina, una nipote figlia del fratello anche lui non più in vita, ha scoperto, con sua grande sorpresa, l’esistenza di un testamento olografo della zia defunta che designava come sua unica erede universale di beni immobili e conti bancari sua nuora, vedova del figlio.

In assenza di figli, del coniuge e di familiari di linea ascendente diretta, qualora non ci fosse stato un testamento, l’eredità sarebbe andata ai discendenti. Nella fattispecie ad una nipote che ha deciso di volerci vedere chiaro sulle volontà della defunta, per questo ha presentato una denuncia e, allo stesso tempo, ha impugnato il testamento. Sulla vicenda è scattata un’inchiesta, avviata dal pm Mariano Buccoliero, e una parte dei risparmi lasciati dalla signora è stata sottoposta a sequestro. Secondo la parente che ha presentato denuncia alla magistratura, tramite il suo avvocato Francesco Marturano, il testamento olografo della signora è nullo secondo le norme del Codice civile in quanto, sostiene la denunciante sulla base di una perizia grafologica, sarebbe stato scritto da altre persone. Infatti secondo quanto denunciato alla Procura “il contenuto del testamento e la sottoscrizione ad esso apposta non sono riconducibili alla mano della defunta”.

Questo emergerebbe dalla comparazione fra il testamento e la grafia della donna rilevata da altri documenti recanti la sua firma. In un altro giudizio in corso davanti al Tribunale di Taranto, infatti, il perito grafologo ha sostenuto che “il riempimento del testamento e la sottoscrizione ad esso apposta in calce sono stati vergati da due mani diverse” e che “il riempimento del testamento del testamento e la sottoscrizione ad esso apposta in calce non sono attribuibili alla defunta”. Inoltre, nella denuncia la parente della donna, che rivendica l’eredità ritenendo di averne pieno titolo in quanto legata da vincolo di parentela, evidenzia anche una serie di circostanze ritenute anomale. Il testamento sarebbe stato depositato da un notaio e nella vicenda avrebbe un ruolo un personaggio che si sarebbe presentato come legale ma in realtà avrebbe conseguito il titolo professionale di “abogado” all’estero, probabilmente in Spagna, e per di più non sarebbe presente nell’elenco degli avvocati stranieri. Si tratterebbe di una persona con precedenti legati a inchieste giudiziarie a carico e che avrebbe fatto parlare di sé alcuni anni fa in un affare internazionale di un paese dell’ex Jugoslavia.

Fra le altre presunte anomalie denunciate ci sarebbe anche il silenzio di una banca alla richiesta di informazioni sulla presenza di depositi o di investimenti nell’istituto di credito. Un silenzio interpretato come un segnale sospetto se non di rifiuto sul quale i familiari sperano faccia chiarezza l’autorità giudiziaria. Saranno gli inquirenti della Procura a svolgere gli accertamenti necessari per fare chiarezza su quanto accaduto e a stabilire l’origine del testamento.

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