x

19 Maggio 2022 - Ultimo aggiornamento il: 19 Maggio 2022 alle 12:56:00

Calcio News Sport

Taranto-Bari, derby a reti inviolate dinanzi ad oltre diecimila tifosi rossoblu

foto di Il Taranto
Il Taranto

Occasione di festa, incastonata nelle emozioni. Taranto-Bari, il derby più antico di Puglia che si rinnova in riva allo Ionio dopo un trentennio, è emblematico della celebrazione dei traguardi conquistati da entrambe le squadre, soprattutto della fresca salvezza della formazione rossoblu, onorata da una straordinaria cornice di pubblico, un unicum in una stagione agonistica tanto affascinante quanto travagliata.

Oltre diecimila anime appassionate sugli spalti di uno Iacovone quasi esaurito: un evento che rimanda ad un passato più spensierato  e ludico, che ricorda il senso d’appartenenza, che suggerisce ambizioni, meditazioni e nuove prospettive. Icona di un epilogo del campionato fra le mura amiche dello stadio “Iacovone” accolto con orgoglio e con sollievo: non è stato semplice attraversare indenne la tempesta per il Taranto, e la disputa del derby contro il Bari promosso in serie B, in un’atmosfera scevra di ansie, incubi e calcoli, rappresenta quanto auspicato nelle ultime, tormentate settimane. Risultato simmetrico, soffice, privo di reali sussulti: un pareggio a reti inviolate consegnato agli annali calcistici, un pretesto per sperimentare, avvicendare, offrire fiducia ai protagonisti. Giuseppe Laterza si concede alle metamorfosi, evitando di snaturare il sistema tattico, improntato al 4-2-3-1: la novità risiede in retroguardia, poiché debutta Antonino a custodia dei pali, complice l’annullamento del progetto del minutaggio degli under. L’assetto difensivo rintraccia la prevista alternativa sul lato sinistro, laddove De Maria sostituisce un Ferrara non in perfette condizioni fisiche, relegato in panchina; Riccardi presiede sul versante opposto, mentre la coppia centrale è ancora composta da Zullo e Granata. In mediana Marsili recupera dal trauma al quadricipite sinistro, come annunciato alla vigilia dallo stesso allenatore, e si dispone al fianco di Labriola, a fronte delle defezioni di Civilleri (problemi lombari) e Di Gennaro (squalifica). Il trittico sulla trequarti è affidato a Mastromonaco sull’esterno destro (assente Versienti, sanzionato da un turno di stop per diffida), Giovinco al centro e la sorpresa Falcone sulla catena mancina (inizialmente ipotecato un suo inserimento in corso d’opera). In avanti, è stabile Saraniti nel ruolo di unico terminale offensivo.

Michele Mignani sistema il suo Bari sullo scacchiere del 4-3-1-2, con Polverino in porta, tutelato da Belli e Ricci terzini rispettivamente a destra e sinistra, Di Cesare e Gigliotti centrali; l’asse nevralgica è appannaggio di Maiello in cabina di regia, supportato ai lati da Maita e Mallamo. Galano assume l’incarico di trequartista ad ispirare il binomio d’attacco formato da Simeri ed Antenucci. Le primissime fasi dell’incontro appaiono equilibrate, con tentativi di aumentare il ritmo e con la ricerca del contatto agonistico: al 9’ è Mallamo a provare la conclusione al volo dal vertice sinistro dell’area, ma Zullo si rifugia in calcio d’angolo. Al 13’ è Ricci ad impegnare Antonino, dopo un tiro forte e radente destinato al secondo palo. La formazione biancorossa prende il sopravvento e certifica un predominio territoriale, alzando il proprio baricentro, quindi schiacciando i padroni di casa nella propria metà campo. Dal canto suo, il Taranto punta sulle ripartenze ma è spesso impreciso nei singoli contrasti, frammentario nello sviluppo offensivo, quindi nel dialogo difettoso fra i cursori Mastromonaco e Falcone con Giovinco e Saraniti avari di fiammate. Al 16’ Galano innesca Belli accorrente sulla fascia destra: il suo lancio sorvola ampiamente la trasversale.

Opportunità ghiotta ancora per i baresi di mister Mignani al 18’, quando una combinazione fluida fra Maiello ed Antenucci propizia il cross di Ricci a beneficio di Maita, il quale non concretizza l’esterno destro da posizione ravvicinata. Gli ionici di mister Laterza controllano le dinamiche di contenimento e confidano nelle intuizioni di rimessa: al 38’ Mastromonaco si esibisce in un’incursione sulla corsia destra, servendo un pallone su cross prolungato ma non intercettato dalla testa di Giovinco. Bari nuovamente propositivo al 43’ su calcio di punizione battuto dalla porzione mancina da Simeri: Antenucci incorna dal versante opposto ma Antonino è attento nel neutralizzare. Nel corso della ripresa, entrambi gli strateghi rimodellano le proprie squadre: Laterza rinnova la triade sulla trequarti inserendo Manneh, Pacilli e Santarpia rispettivamente per Mastromonaco, Giovinco e Falcone al 25’, mentre Mignani rileva Ricci, Galano e Mallamo con Mazzotta, Botta e D’Errico. Al 7’ lo spunto personale di Antenucci si tramuta in una conclusione di sinistro dal limite dell’area, fuori misura, mentre Botta calibra il mancino al 32’ su suggerimento di Antenucci, ma la sfera rasenta il palo. L’unica iniziativa del Taranto è firmata da Marsili, il quale carica una potente conclusione col destro dal limite, destinata a terminare sul fondo al 34’. Il registro delle sostituzioni annovera anche Benassai al posto di Zullo vittima di crampi, il giovane Cannavaro per Labriola e Citro per il cannoniere Antenucci nelle fila del Bari. Il finale è caratterizzato dall’espulsione diretta sanzionata dall’arbitro Calzavara di Varese ai danni di Pacilli, autore di una reazione fallosa su Botta a centrocampo. Cala il sipario fra cori e sorrisi: il tempio rossoblu acclama Giuseppe Laterza ed i suoi ragazzi, la scenografia regalata dalla curva nord, fra sciarpe mostrate e vessilli sventolati, è esaltante, l’osmosi fra tributi ed applausi è chiosa magica del percorso avventuroso e del suo esito salvifico.

Alessandra Carpino

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche