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17 Maggio 2022 - Ultimo aggiornamento il: 17 Maggio 2022 alle 21:01:00

Cronaca News

Falsi incidenti, il presunto capo scagiona i medici e gli avvocati

foto di L’operazione della Polizia Stradale contro i falsi incidenti
L’operazione della Polizia Stradale contro i falsi incidenti

Ha ammesso di aver costruito a tavolino falsi incidenti, ha respinto le accuse di associazione a delinquere e ha scagionato medici e avvocati coinvolti nell’inchiesta. Stando a quanto è trapelato, il presunto promotore e organizzatore del sodalizio Francesco Antonicelli, si è difeso così davanti al gip del Tribunale di Taranto, Giovanni Caroli, che ha firmato le ordinanze di custodia cautelare. Sottoposto ai domiciliari con l’accusa di essere il capo di una presunta organizzazione che confezionava sinistri mai verificatisi, Antonicelli, 52 anni, tarantino, difeso dall’avvocato Salvatore Maggio, ha spiegato di aver ideato gli incidenti stradali col trucco ma ha puntualizzato che medici e avvocati coinvolti nell’inchiesta erano all’oscuro del raggiro.

Infatti, ha sostenuto, i legali si sono occupati delle pratiche e i medici delle certificazioni ignari della falsificazione. Martedì 19 aprile sono stati sottoposti agli interrogatori di garanzia tutti e tre gli indagati sottoposti agli arresti domiciliari. Quindi, oltre ad Antonicelli sono comparsi davanti al giudice Caroli anche Francesco Pizzolla, 45 anni, tarantino, anche lui difeso dall’avvocato Salvatore Maggio e Piera Rizzo, 38 anni, difesa dall’avvocato Marcello Ferramosca. Anche Francesco Pizzolla ha ammesso di aver falsificato gli incidenti, quattro a quanto pare. Ma ha sostenuto di averlo fatto perché si è ritrovato in difficoltà economiche. Non sapendo come fronteggiarle ha ideato degli incidenti per intascare il risarcimento dalla compagnia assicurativa. Invece, anche lui come Antonicelli, ha respinto l’accusa di associazione a delinquere. Anche per due medici indagati, sottoposti dal gip all’interdizione per un anno dalla professione, Antonio Valentini e Giovanni Bosco (difeso dall’avvocato Donato Salinari), gli interrogatori si sono tenuti martedì 19.

Entrambi hanno respinto ogni addebito e hanno fornito la loro versione dei fatti, spiegando di non aver falsificato i certificati e di aver sottoposto a visita i pazienti, riportando poi quanto riscontrato. Inoltre, entrambi hanno spiegato di non conoscere i soggetti che vengono indicati dall’accusa come loro sodali. Uno dei due medici ha riferito di conoscere solo uno dei legali perché amico e non in quanto complice nella contestata falsificazione degli incidenti. Le misure cautelari sono state eseguite mercoledì 13 aprile dagli agenti della sezione di pg della Stradale a conclusione di un’indagine, battezzata Venere, sul presunto raggiro che avrebbe fruttato oltre un milione di euro; a questa somma, infatti, secondo gli investigatori, ammonterebbero complessivamente i risarcimenti indebitamente incassati. Giovedì 21 aprile saranno interrogati altri indagati sottoposti alla misura della sospensione dalla professione per il periodo di un anno. Intanto, da oggi 20 aprile i difensori degli indagati sottoposti a provvedimenti cautelari presenteranno i ricorsi al Tribunale del Riesame di Taranto per chiedere l’annullamento o la revoca delle misure. Parallelamente non è escluso che il pm titolare dell’inchiesta Marzia Castiglia impugni i provvedimenti di rigetto del gip davanti al Tribunale dell’appello cautelare. Il magistrato inquirente aveva chiesto dieci misure cautelari ai domiciliari e anche una misura interdittiva per un’indagata, ausiliario giudiziario degli uffici del giudice di pace di Martina Franca.

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