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17 Maggio 2022 - Ultimo aggiornamento il: 17 Maggio 2022 alle 21:48:00

Cronaca News

Nuovo ospedale San Cataldo, storia infinita

foto di Il nuovo ospedale San Cataldo di Taranto
Il nuovo ospedale San Cataldo di Taranto

A che santo votarsi, per avere finalmente un nuovo e più moderno ospedale a Taranto? In principio fu San Raffaele; ma quelle preghiere restarono una pia illusione. Meglio, allora, rivolgersi ad un santo più vicino; e chi se non il patrono, San Cataldo? A lui è dedicato quello che, almeno nelle intenzioni, dovrà essere un policlinico da oltre settecento posti letto. Di nuovo ospedale, dalle nostre parti, si parla da quasi quindici anni. Il progetto originario è stato stravolto, a partire dal ‘trasloco’ da una zona all’altra della città. Ma bisognerà attendere per vedere finalmente realizzato e, soprattutto, operativo, il nosocomio in costruzione sulla strada per San Giorgio. Sarà necessario aspettare ancora, e più del previsto – e serviranno altri soldi. Almeno, questo è quanto emerso nel corso della verifica periodica al centro delle audizioni che si sono svolte nella seduta della Commissione regionale bilancio e programmazione: la fine dei lavori, prevista per gennaio 2022, poi posticipata a maggio, è stata “riprogrammata” – modo più elegante per dire rinviata – ad agosto di quest’anno, e questo “ in virtù d ella riduzione d elle maestranze, a causa dell’aumento dei contagi da Covid e delle difficoltà nell’approvvigionamento delle materie prime, a seguito del conflitto russo-ucraino”.

Ma, cosa forse ancora più importante, è emersa la necessità “ai fini del completamento della struttura ospedaliera” di un finanziamento di 105 milioni di euro “per tutte le attività subordinate come le attrezzature sanitarie, gli arredi non sanitari, la segnaletica ed il servizio mensa. Senza tali somme non sarà possibile neanche stilare un cronoprogramma per singoli lotti”, come riportato dalla stessa Regione Puglia. La Commissione tornerà a riunirsi a inizio maggio. Se i lavori per l’ambizioso ‘Policlinico di Taranto’ comunque procedono, la lunghissima e travagliata storia del nosocomio chiamato a rimpiazzare il vetusto Santissima Annunziata ed il Moscati non può che suscitare una legittima prudenza, pensando alla futuribile ed auspicata entrata in funzione della struttura. Il cui completamento, come accennato, era fissato originariamente per il 24 gennaio 2022, dopo 399 giorni “naturali e consecutivi” dalla data del verbale di consegna dei lavori.

Ma dell’Ospedale San Cataldo si parla dal 2012. Questo, una volta naufragata la possibilità di portare a Taranto una versione meridionale del San Raffaele di Milano, ipotizzata nel 2009 dall’accordo di programma firmato tra gli altri dalla Regione allora guidata da Nichi Vendola e dalla Fondazione Centro San Raffaele del Monte Tabor di don Luigi Verzè. Non solo un ospedale, ma anche un “Polo Tecnologico e Scientifico”, quello che avrebbe dovuto svilupparsi al quartiere Paolo VI. Diciamo che non è andato tutto bene. Anzi, non è andata proprio. Così, dopo un clamoroso nulla di fatto e le inevitabili, feroci polemiche, si cambia santo e si cambia progetto. Niente polo di avanguardia sul fronte della ricerca, ma più posti letto, da 580 a 715. E niente più Paolo VI. Si costruisce in prossimità della Strada Statale 7, tra Taranto e San Giorgio Jonico. Un cambio di rotta che, come è chiaro, modifica anche le direttrici di sviluppo della città, con tutto quello che ne consegue. Più di qualcuno ricorderà che quella zona era stata ribattezzata “zona Sircom”, dal nome del centro direzionale che lì sarebbe dovuto sorgere.

A febbraio 2013 la giunta regionale delibera l’avvio della progettazione preliminare per i nuovi ospedali di Taranto e di Fasano-Monopoli, affidando l’incarico alla Asl di Taranto e al Servizio Lavori pubblici dell’assessorato regionale delle Opere pubbliche. Il bando di gara d’appalto è previsto entro sei mesi, con la spesa che ammonta a 287,5 milioni di euro, dei quali 207,5 milioni per Taranto. Il programma costruttivo è finanziato per 230.000.000 di euro con il Fondo di Sviluppo e Coesione (delibera CIPE del 3 agosto 2012) e per 57.500.000 di euro con fondi regionali. A dicembre 2021, Michele Pelillo è stato designato commissario “per l’istituenda azienda ospedaliera San Cataldo” dalla giunta guidata da Michele Emiliano. Da assessore regionale, lo stesso Pelillo si era molto speso per il progetto, poi sfumato, relativo al San Raffaele del Mediterraneo.

COME SARA’ L’OSPEDALE
Sul sito ufficiale della Regione, aggiornato al 3 agosto 2021, si può leggere che “su una superficie di circa 260mila metri quadrati si erge una struttura su 4 livelli, con 715 posti letto, 70 ambulatori, 28 sale di diagnostica, 19 sale operatorie, 2.286 posti auto, un eliporto” e che “l’importo per l’esecuzione dei lavori è pari a 122 milioni di euro”. L’importo complessivo contrattuale ammonta a 122,3 milioni di euro di cui 119,7 per lavori a corpo (derivanti dall’applicazione del ribasso d’asta del 24,747% sull’importo lordo dei lavori di progetto pari a 159.097.924,50 euro); 2,6 milioni per costi per l’attuazione dei piani di sicurezza (non soggetti a ribasso). Sul cantiere – è emerso dalle audizioni nelle commissioni regionali del dicembre scorso – in media sono presenti circa 330 unità lavorative che operano su più turni. I lavori proseguono anche di notte con circa 70 maestranze impegnate nelle varie lavorazioni. Circa 50 sono tecnici ed assistenti presenti in cantiere, mentre finora per l’esecuzione dei lavori sono state autorizzate 33 imprese. Questa la divisione dei futuri posti letto: Cardiologia 24 posti, Chirurgia generale 48 posti, Chirurgia plastica 15 posti, Chirurgia toracica 15 posti, Chirurgia vascolare 20 posti, Ematologia 26 posti, Malattie endocrine 10 posti, Geriatria 20 posti, Malattie infettive e tropicali 25 posti, Medicina generale 72 posti, Nefrologia 10 posti, Neurochirurgia 24 posti, Neurologia 30 posti, Oculistica 10 posti, Ortopedia e traumatologia 60 posti, Ostetricia e Ginecologia 60 posti, Otorinolaringoiatra 14 posti, Pediatria 20 posti, Psichiatria 30 posti, Urologia 20 posti, Terapia intensiva 20 posti, Unità coronarica 14 posti, Gastroenterologia 15 posti, Neonatologia 22 posti, Oncologia 26 posti, Pneumologia 30 posti, Terapia intensiva neonatale 10 posti, Unità spinale 10 posti, Lungodegenza 15 posti. Il nuovo ospedale sarà dotato di tre acceleratori lineari oltre che di una TAC Simulatore, un IORT, una sala predisposta per Cyberknife, due Gamma camere, una PET/TAC, tre RMN, quattro Tac; un angiografo biplano e due angiografi.

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