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24 Maggio 2022 - Ultimo aggiornamento il: 24 Maggio 2022 alle 09:59:00

Cronaca News

Commissione di gara per il San Cataldo, l’inchiesta giudiziaria della Procura di Bari

foto di La sede del Consiglio regionale pugliese
La sede del Consiglio regionale pugliese

Nelle scorse settimane la Procura di Bari ha chiuso le indagini nei confronti del capo di gabinetto della Regione Puglia, Claudio Stefanazzi e di Elio Sannicandro, commissario straordinario dell’Asset Puglia, accusati di falso ideologico: come riportato dall’agenzia Ansa, avrebbero redatto false attestazioni per la nomina della commissione di gara per l’aggiudicazione dell’appalto dei lavori di realizzazione dell’ospedale San Cataldo. Al centro degli approfondimenti investigativi c’è l’idoneità di Sannicandro a ricoprire l’incarico di componente della commissione giudicatrice della gara per l’affidamento dei lavori di realizzazione dell’opera. L’incarico, secondo il procuratore aggiunto Alessio Coccioli e il pm Michele Ruggiero, sarebbe stato conferito nonostante l’omessa comunicazione di “gravi ragioni di convenienza” e di una situazione di conflitto di interessi dovuto alla “comune militanza politica” con il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, e con l’operatore economico in gara, risultato vincitore.

Inoltre Sannicandro sarebbe stato designato “senza attività istruttoria alcuna”, si legge negli atti, come commissario di gara nonostante, quale commissario Asset fosse stato anche il coordinatore del gruppo che avrebbe elaborato le “Linee guida per il piano strategico di Taranto” che includevano anche il monitoraggio di opere quali la realizzazione dell’ospedale. Sia Stefanazzi che Sannicandro ad ogni buon conto si sono detti estranei ad ogni accusa. In una dichiarazione, Sannicandro ha voluto precisare che “in attesa di poter chiarire la mia estraneità anche a questa vicenda, preciso sin d’ora che le ipotesi di incompatibilità, e quindi di falso, su cui si fonda l’accusa sono del tutto infondate. Prima della mia nomina nella commissione di gara non mi sono mai occupato dell’ospedale di Taranto, né come Commissario straordinario, né come Direttore generale dell’Asset né come Coordinatore del Gruppo di lavoro che a suo tempo ha elaborato le Linee guida per il piano strategico di Taranto.

Non ho mai intrattenuto con imprenditori che hanno partecipato alla gara per l’Ospedale di Taranto rapporti di frequentazione personale o politica, né tantomeno di cointeressenza, riconducibili anche solo in astratto alle ipotesi di astensione contemplate dal codice di procedura civile e dal codice degli appalti. Escludo categoricamente, infine, in questo come in ogni altro caso, di aver favorito qualcuno fra i concorrenti, avendo svolto il mio incarico con assoluta imparzialità e nel pieno rispetto della legge, come risulta dai lavori della commissione aggiudicatrice”. Sulla vicenda è da registrare anche una precisazione della O.S.C. Taranto s.c.ar.l. “Con riferimento alle notizie di stampa inerenti l’avviso di conclusione delle indagini che sarebbe stato notificato a due dirigenti della Regione Puglia – così è scritto in una nota stampa – la compagine aggiudicataria dei lavori di realizzazione del nuovo ospedale “San Cataldo” di Taranto precisa di essere del tutto estranea alle contestazioni e ai fatti oggetto di imputazione. Senza entrare nel merito delle accuse rivolte ai due indagati, ribadisce che, com’è stato definitivamente accertato dal giudice amministrativo, la gara si è svolta regolarmente, senza alcuna violazione di legge. I lavori, pertanto, procedono alacremente, nel rispetto degli accordi contrattuali e allo scopo di realizzare quanto prima il nuovo Ospedale”.

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