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24 Maggio 2022 - Ultimo aggiornamento il: 24 Maggio 2022 alle 10:58:00

foto di Giuseppe Laterza
Giuseppe Laterza

Epilogo del percorso e prospettive immediate. Il Taranto perfeziona gli ultimi giorni di preparazione tattica ed atletica in vista della gara esterna col Picerno, in programma domenica prossima allo stadio “Curcio” con fischio d’inizio alle ore 17.30: una sequenza di sessioni pomeridiane di allenamento, fatta eccezione per la seduta di rifinitura in agenda domattina, schiuderanno all’incontro conclusivo della stagione regolare. Entrambe le compagini hanno preservato la categoria professionistica, dopo l’ascesi- per promozione conquistata il Taranto, per riammissione contestata il Picerno- dal campionato di serie D dello scorso anno, in cui sono state duellanti sino all’ultimo istante.

Atipica è la cronologia che coinvolge l’ambiente ionico: con l’esito della salvezza archiviato già ad aprile, con un mese di maggio dedicato alla lotteria degli spareggi, curiosità ed aspettative saranno accelerate, sia in merito alla validità ed al rinnovo dei contratti dei protagonisti in sede sportiva ed amministrativa, sia in relazione allo studio ed alla vivisezione dei dettagli di un torneo sviluppatosi in maniera dicotomica, sorprendente e convincente nella sua prima porzione, poi destabilizzante e precario nella fase successiva e decisiva. Scevra da ulteriori impegni agonistici, la dirigenza rossoblu potrà avvantaggiarsi nell’organizzazione di tavoli di confronto innanzitutto con i rappresentanti dell’area tecnica, privilegiando il dialogo maturo e razionale sui temi urgenti ed inerenti alla competizione appena certificata, quali le strategie indovinate, le intuizioni che hanno funzionato, le carenze strutturali in organico, le limature richieste nel periodo invernale, apparse non particolarmente idonee.

Sarà fondamentale che il presidente Massimo Giove illustri il programma futuro con la stessa trasparenza che ha contraddistinto quello recentemente assicurato (permanenza in serie C): anche il budget che sarà messo a disposizione per l’allestimento ed il rinnovamento inevitabile della rosa attuale, risulterà la condizione vincolante per decifrare le ambizioni del club. Molteplici si preannunciano gli argomenti da trattare, come capitoli di un libro allegorico in cui gli artefici imprescindibili della stesura corrispondono alle figure dell’allenatore e del direttore sportivo. Ovvero del condottiero e del demiurgo della squadra, ai quali il maggior azionista del sodalizio deve garantire fiducia, dispensare consigli, pianificare ogni dinamica in sinergia. Sia Giuseppe Laterza che Francesco Montervino hanno stipulato un accordo biennale con il Taranto, precisamente alla metà di luglio dello scorso anno, entrambi reduci dalla promozione suggellata in serie D, entrambi esordienti sui palcoscenici del calcio professionistico.

Sicuramente fortificati dalla primigenia esperienza, maturi per affrontare un’avventura di calibro superiore nelle sue stesse aspirazioni, decisamente più smaliziati in ottica di selezioni, opzioni, ingaggi di elementi efficaci ed ispirati per l’ideologia di gioco da adottare. Adorato dalla piazza rossoblu non solo per i due traguardi consecutivi conquistati in altrettante stagioni agonistiche, ma anche per la sua competenza e per il suo stile professionale ed umano, Giuseppe Laterza è lo stratega della nuova generazione: non ha mai smarrito lo sguardo intriso di sogno e gratitudine per l’occasione che Taranto gli ha offerto e merita di temprare se stesso al cospetto di una struttura più omogenea e competitiva, quindi di rispettare ed insistere sulla cultura del progetto inaugurata due anni fa in riva allo Ionio. “Ho un altro anno di contratto come allenatore del Taranto. Sappiamo tutti che tali documenti possono anche essere strappati- aveva dichiarato mister Laterza, nel corso della conferenza stampa post sfida interna col Bari- Adesso ci concentriamo sulla fine del campionato, poi ci riposeremo per recupe-rare le energie dopo gli ultimi due mesi durissimi. Successivamente, con la società ne parleremo con molta lucidità e con molta tranquillità e vedremo se perseverare in questo progetto iniziato lo scorso anno oppure di terminare. Penso però che ci sia tutto per continuare ad operare insieme e cercare di migliorare quanto concretizzato in questo torneo”. Promessa mantenuta, da parte del trainer originario di Fasano: da neofita del professionismo, ha saputo attraversare la pericolosità del disorientamento emerso durante il complicato girone di ritorno, confidando nella mentalità di un gruppo da lui sempre protetto e che ha disciplinato oltre ogni stereotipo ed ogni presunto integralismo tattico.

Ed il derby col Bari, di scena nel tempio dello “Iacovone” addirittura dopo quasi un trentennio di attesa, è uno degli omaggi co-rollari del precedente trionfo e ritorno in serie C: “Ne sono stato orgoglioso e contento, davvero. Essere in panchina per una partita così importante, che mancava da tantissimi anni, rappresenta un giusto premio al mio lavoro ed all’opera condivisa dalla squadra- aveva sorriso mister Laterza- Dobbiamo essere onorati di essere stati presenti in un evento agonistico così ricco di significato, poi di ostentare soddisfa-zione per averlo interpretato nel miglior modo possibile. Penso che i ragazzi abbiamo racchiuso nell’anima tante sensazioni, travolti dall’esaltazione da parte della città. Personalmente sono emozionato: si tratta di una partita che mi porterò dentro per tantissimo tempo, i miei occhi hanno visto qualcosa di spettacolare in questo stadio. Non posso che esserne fiero”.

L’affluenza numerosa sugli spalti avrebbe dovuto rappresentare un aiuto costante nei momenti di maggiore difficoltà vissuti dalla compagine ionica: “Sicuramente. Il pubblico è il valore aggiunto, è importante per noi. Siamo consapevoli dell’amore che i tifosi rossoblu nutrono nei confronti della realtà calcistica locale: desidero ringraziare la città per il supporto che ci ha donato, sia l’anno scorso che in questa stagione”.

Alessandra Carpino

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