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17 Maggio 2022 - Ultimo aggiornamento il: 17 Maggio 2022 alle 20:52:00

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Verso le Comunali, Battista vuole un dibattito pubblico

foto di Massimo Battista
Massimo Battista

«La campagna elettorale continua e ci avviamo spediti verso il 12 giugno. A tutt’oggi il mio invito al confronto ai due competitors, Melucci e Musillo, continua a rimanere inascoltato».

BATTISTA: «INVITO MELUCCI E MUSILLO AD UN DIBATTITO»
Lo afferma Massimo Battista, candidato sindaco sostenuto dalle liste Una città per cambiare, Taranto città normale e Periferie al centro. «Vorrei un confronto sui temi, sui programmi, su ciò che l’ultima amministrazione ha fatto in quattro anni e mezzo e, soprattutto, ritengo fondamentale che i cittadini possano comprendere quale sia la vision di ognuno dei candidati per il futuro di Taranto. Non meno importante – osserva Battista – è la spada di Damocle dei B.O.C., con una pesantissima sentenza che potrebbe gravare per 250 milioni di euro sull’amministrazione che verrà. Ritengo che i tarantini abbiano il diritto di fruire di un confronto pubblico tra chi in questi mesi chiede loro fiducia. Proprio per questo ribadisco il mio invito a Melucci e Musillo, ad un dibattito».

«CITTÀ VECCHIA, SERVE UN PIANO DI RECUPERO CHE PARTA DAI SERVIZI PRIMARI»
«Tra i tanti annunci della passata amministrazione quello più pubblicizzato sui social è indubbiamente quello delle “case a un euro” in città vecchia – afferma il candidato sindaco Massimo Battista – Tanto clamore mediatico ma nessun risultato, possiamo riassumere così questa operazione della giunta Melucci. Sembrerebbe che solo due rogiti siano andati a buon fine e, tra questi, è di solo pochi giorni fa l’intervista di una cittadina russa che lamenta l’impossibilità a procedere anche solo con i rilievi preliminari per iniziare i lavori, a causa delle macerie e dei cumuli di spazzatura che impediscono l’accesso ai tecnici. Un grande bluff, l’ennesimo, targato Melucci. Nella Città Vecchia servono idee chiare ed un piano di recupero che parta dai servizi primari. Bisogna ripopolare il nostro centro storico, pensarlo come un insieme di B&B ed attività per i turisti significa snaturarlo completamente. Il cuore della città – conclude Battista – deve tornare a battere, noi siamo pronti a rilanciarlo una volta per tutte».

IL PD DI TARANTO SI INTERROGA SUL CONFLITTO IN UCRAINA
“Taranto città dell’Accoglienza e della Solidarietà – Dialoghi per la pace in Ucraina e nel Mediterraneo”: si è tenuto nella serata di giovedì l’incontro con Marco Furfaro, Responsabile Movimenti ed Associazioni Direzione Nazionale Partito Democratico Roma. Molti e interessanti gli spunti offerti dal confronto sullo spinoso tema a partire dall’intervento introduttivo di Luciano Santoro, Federazione provinciale Pd Taranto, che ha evidenziato l’importanza di una simile iniziativa in un momento in cui si sta cercando di modificare i confini geopolitici con una violenta guerra che ha l’Ucraina come attuale teatro bellico.

“Ritengo sia condivisibile la scelta di Enrico Letta. Sarebbe stato comodo voltarci dall’altra parte, ma al contrario non potevamo che essere dalla parte del popolo aggredito. Ora però è il momento della politica, di una trattativa che fermi il fuoco. Necessario uno scatto in avanti”. Ne è scaturito un vivace confronto tra diversi rappresentanti del partito su vari aspetti del conflitto: in collegamento Lucia Pulpo, autrice “Il Segno delle idee”, in presenza invece Claudia Battafarano, Pd Taranto con una esperienza importante nella Croce Rossa, Luca Morello, Segretario Giovani Democratici, Lino De Guido, Federazione provinciale Pd Taranto e Massimo Moretti, segreteria regionale Puglia Pd. Si è discusso della gravissima violazione del diritto internazionale, soprattutto dal punto di vista umanitario, delle scelte operate finora dall’Italia e dal partito in particolare, della necessità di assumere una decisione ferma e netta, e dell’opportunità di tenere alto l’interesse sulla guerra quando mancano pochi giorni al compimento dei due mesi dall’inizio della guerra, e questo potrebbe far calare l’attenzione.

“Rifiuto una narrazione superficiale di questa vicenda. Non ci sono fascisti da una parte e comunisti dall’altra. Ci sono probabilmente tanti fascisti e pochissimi comunisti, neanche così nettamente distinti. Sono i temi della democrazia e dell’autodeterminazione dei popoli in genere, al centro. Non si può dall’esterno, magari in una posizione di estrema comodità e sicurezza, soprattutto in un luogo in cui non piovono i missili, giudicare come un popolo deve resistere ad una aggressione. Una cosa è certa: questo è il tempo della diplomazia”. Così Marco Furfaro rappresenta la complessità della questione e l’esigenza di astenersi da qualunque giudizio, che inevitabilmente andrebbe a ridurre a poca cosa e a semplificare una vicenda che al contrario è particolarmente spinosa, non troppo chiara e decisamente complicata da sbrogliare. Fondamentale invece per Furfaro continuare a tenere aperto il dialogo ed il confronto al fine di individuare una via di uscita attraverso il prezioso strumento della diplomazia.

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