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24 Maggio 2022 - Ultimo aggiornamento il: 24 Maggio 2022 alle 10:58:00

foto di Giuseppe Laterza
Giuseppe Laterza

Archiviata la stagione agonistica con il conseguimento dell’obiettivo prioritario della permanenza nella categoria professionistica riconquistata un anno fa, il Taranto si appresta a vivere un periodo di transizione tutt’altro che votato all’immobilismo, sia per quel che concerne i tavoli di confronto da instaurare in società, sia sotto il profilo del perfezionamento e della metamorfosi degli organigrammi dirigenziali, tecnici e sportivi. Prospettive originali e fibrillanti sono state già inaugurate nell’immediata vigilia dell’ultima sfida disputata dalla squadra rossoblu sul campo del Picerno, conclusasi con un gradevole pareggio per 2-2: la posizione lavorativa del direttore sportivo Francesco Montervino appare estremamente compromessa e la fuga di notizie avvenuta in modo indiscriminato nella tarda mattinata di domenica ha creato destabilizzazioni ed innescato enigmi circa le dinamiche relative alle precise decisioni maturate nei piani alti del sodalizio ionico, le quali meritano di essere raccontante con l’ausilio di fonti appurate.

La cronologia atipica allude ad un mese di maggio dedicato al corollario degli spareggi del torneo, quindi scevro da eventi calcistici per la compagine rossoblu: tutte le aspettative inerenti cronoprogrammi, meditazioni, negoziazioni e strategie saranno accelerate, inclusa la vivisezione dei dettagli di un campionato sviluppatosi in maniera dicotomica, sorprendente e convincente nella sua prima porzione, destabilizzante e precario nella fase successiva e decisiva. Protagonisti della prima riflessione da parte del presidente Massimo Giove e dei suoi collaboratori sono Francesco Montervino e Giuseppe Laterza, rispettivamente responsabile dell’allestimento dell’organico ed allenatore della squadra stessa. Artefici della promozione in serie C, esordienti sul palcoscenico del calcio professionistico, forti di un bagaglio di esperienza ereditata dalla recente competizione, tanto affascinante quando tormentata, entrambi hanno stipulato un contratto biennale col Taranto nel luglio dello scorso anno.

Eppure le voci di un esonero anticipato per il direttore sportivo ed ex capitano del Napoli si sono susseguite e sono state enfatizzate nelle ultime ore: il destino di Francesco Montervino sembra segnato, ma il crisma dell’ufficialità dell’interruzione dell’accordo deve essere ancora suggellato. Due i piani di lettura di un rapporto, prima idilliaco poi deteriorato, fra il dirigente tecnico d’origine tarantina e la società: da una parte, l’evoluzione burocratica della vicenda, che sarebbe rimasta privata, nonché limitata al confronto ed alle carte nella “stanza dei bottoni” sino alla certificazione dell’atto stesso, dall’altra una comunicazione piuttosto “estemporanea”, corredata dalla divulgazione dei particolari, incentivata in modo “autonomo” dallo stesso Montervino, alla quale ha dovuto rispondere Vittorio Galigani, consulente del proprietario ionico. Allo stato attuale, Francesco Montervino risulta “sospeso” dal suo ruolo di direttore sportivo del Taranto: una prima tappa di una delibera che dovrebbe tramutarsi nel definitivo sollevamento dall’incarico a stretto giro, la quale nasce da una comunicazione pervenuta allo stesso dirigente, nel fine settimana scorso, attraverso un’e-mail, completata da un messaggio di sollecitazione inviato sul contatto whatsapp. Successivamente, i responsabili del club, su consiglio dei propri consulenti legali, compileranno un apposito telegramma (in luogo della pec) da far pervenire allo stesso Montervino.

Enigma circa le motivazioni che hanno indotto il presidente Giove ad una valutazione così drastica: la sospensione comminata al direttore sportivo potrebbero rintracciare le sue cause sia in un fattore meramente sportivo, quale la perplessità circa il modus operandi sul mercato (soprattutto durante la sessione invernale, propedeutica alla correzione dell’organico strutturato in estate), quindi la selezione e l’ingaggio di determinate pedine più o meno funzionali alla filosofia di gioco concepita dall’allenatore; sia in un aspetto esclusivamente umano, nella condotta o nell’atteggiamento non ritenuti idonei dai proprietari, i quali potrebbero persino applicare sanzioni. Si procede con mosse calibrate in quella che potrebbe trasformarsi in una guerra di nervi ma, nell’immaginario collettivo ionico, la girandola di candidature relative al prossimo direttore sportivo del Taranto appare già in moto. Ogni delibera sarà posticipata, ovviamente, al divorzio con Montervino: il nome che intriga maggiormente è quello di Danilo Pagni, professionista eclettico ed innamorato della piazza ionica, per la quale ha lavorato una decade fa durante la gestione Blasi e con la quale stava per firmare una rinnovata collaborazione nel dilettantismo, aderendo al progetto di Giove un paio di estati fa, prima che una serie di cavilli contrattuali smorzassero il tentativo e schiudessero all’assunzione proprio di Francesco Montervino. Suggestiva la scommessa inerente la promozione nei ranghi della Prima Squadra per Piergiuseppe Sapio, responsabile del settore giovanile rossoblu, il quale ha da poco conseguito il patentino per operare come direttore sportivo, ma i sondaggi interessano due specialisti attivi nell’attuale girone H della serie D, ovvero Nicola Dionisio, artefice della miracolosa salvezza del Brindisi ed Elio Di Toro, fresco di promozione in Lega Pro alla guida tecnica del Cerignola, col quale i contatti si sarebbero intensificati. Piace anche Domenico Fracchiolla, già demiurgo della Virtus Francavilla e dirigente nel vivaio del Bari: il suo contratto con il Lecco, club che milita nel girone settentrionale della serie C, è in scadenza al giugno prossimo.

Alessandra Carpino

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