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17 Maggio 2022 - Ultimo aggiornamento il: 17 Maggio 2022 alle 21:48:00

Cronaca News

L’Unicef a Taranto, abbraccio con la scuola

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L’Unicef a Taranto, abbraccio con la scuola

Una coroncina di fiori intrecciati sui capelli biondi. Il vestito che ricorda quello tradizionale del suo Paese. Una bimba ucraina e, vicino a lei, altri piccoli con lo stesso sguardo. Una immagine semplice, eppure significativa: perchè nell’Europa del 2022 quei bambini si trovano lontani migliaia di chilometri dal posto che chiamano casa. Si trovano a Taranto, e ieri mattina hanno partecipato, insieme a quelli che sono diventati i loro compagni di scuola, alla cerimonia tenutasi all’istituto comprensivo “Alessandro Volta” che ha ospitato la presidente di Unicef Italia Carmela Pace. Un momento di riflessione sul tema della pace: l’istituto ospita sedici giovanissimi profughi fuggiti dalla guerra russo-ucraina, ed è diventato un avamposto dell’integrazione di chi cerca rifugio lontano da bombardamenti e mortai.

LA LEZIONE DEI PIU’ PICCOLI
«I bambini sono distribuiti tra il plesso principale e quelli Papa Giovanni e Livio Tempesta, che ospitano scuola dell’infanzia e primaria» spiega, a margine dell’incontro, la dirigente scolastica Teresa Gargiulo. «Siamo grati alla prof. Pace che ha voluto farci visita» continua «ed a lei abbiamo potuto mostrare come la scuola possa essere fondamentale per l’inclusione e l’integrazione». Il primo arrivo dei bimbi ucraini è stato quello del 21 marzo; il numero, rispetto ai sette iniziali, si è più che raddoppiato. «Devo dire che per noi l’ospitalità di questi bimbi, con il loro vissuto così intenso, è davvero fonte di crescita. Loro si sentono accolti, sono felici, sorridenti; gli alunni italiani si confrontano con chi viene da lontano, e si aprono a questa realtà». Come spiegare ad alunni in alcuni casi giovanissimi che il loro nuovo compagno viene dalla guerra? «C’è sicuramente curiosità, come è naturale nei bambini. Abbiamo verificato una grande voglia di conoscere, di capire, soprattutto in chi è un po’ più grande. È un terreno delicato, chiaramente, ma l’aspetto più importante è che comunque nei nostri alunni abbiamo visto una grande voglia di far sentire a casa chi viene da un posto lontano, senza pregiudizi. Sono loro, spesso, che insegnano a noi adulti».

LE NOTE DELLA PACE
La musica come linguaggio universale: l’istituto Volta ha un indirizzo musicale ed una sua orchestra, la “Michele Pignatelli”, che alla presenza della presidente del Comitato nazionale Unicef Carmela Pace, e di Giovanna Perrella e Anna Rano, rispettivamente presidente regionale e provinciale Unicef, hanno eseguito brani come Imagine e Il paradiso dei calzini. «I bambini sanno comunicare, sempre. Anche se parlano lingue diverse. Con l’arrivo dei piccoli ucraini ne abbiamo avuto una conferma» dice sorridendo la prof. Santa Balestrieri, coordinatore didattico per l’educazione civica nella scuola primaria del’istituto Volta. «Quello che siamo provando a realizzare è una relazione tra culture» spiega «basata sul reciproco rispetto e sullo spirito di accoglienza. I bambini si stanno dimostrando molto ricettivi. Molti sono già informati; come è ovvio, i più piccoli non hanno e non possono avere una piena consapevolezza di quanto sta accadendo in Ucraina. Ma per loro è come se quasi non contasse: se in classe c’è un nuovo compagno, semplicemente si condivide, si sta insieme. Un adattamento naturale».

LA NUOVA SEDE DI UNICEF A TARANTO
La presenza della presidente nazionale Pace ranto è coincisa con l’inaugurazione, sempre ieri, della nuova sede del Comitato provinciale Unicef, in via Oberdan: un locale ampio, di proprietà comunale, concesso in comodato ad una istituzione, il Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia, – l’Unicef, appunto – , organo sussidiario delle Nazioni Unite, fondato l’11 dicembre 1946 per aiutare i bambini vittime della seconda guerra mondiale. Presidente provinciale è Anna Rano. «Abbiamo voluto condividere con la scuola un momento importante, e la scelta della Volta di certo non è stata casuale: è una “Scuola Amica” dell’Unicef, a cui sono legata anche personalmente, perchè lì ho insegnato per molto tempo» racconta la prof. Rano. Quanto accade in queste settimane nell’Europa orientale ci fa guardare con occhi diversi all’infanzia? «Lo sguardo di Unicef si rivolge all’Ucraina, con iniziative di solidarietà a tutti i livelli. Ma questa guaerra la sentiamo così vicina a noi perchè ci è vicina fisicamente, ma purtroppo i conflitti armati sono tanti, nel modo. Basti pensare, solo per fare un esempio, all’Afghanistan. Ovunque i bambini sono vittime c’è lo sguardo dell’Unicef».

I BAMBINI DI TARANTO E LO SPAZIO
Proprio Unicef Italia insieme alla ambasciatrice di buona volontà Samantha Cristoforetti e con l’associazione Il Cielo Itinerante parteciperà a “Italia Brilla”. Obiettivo del progetto è avvicinare bambine e bambini che vivono in contesti di povertà educativa o di disagio ambientale allo studio delle materie Stem, vale a dire scientifiche/tecnologiche, e ai temi della sostenibilità. Dopo la partecipazione al “Forcella Brilla Lab” dello scorso anno, Unicef Italia parteciperà a questi laboratori didattici in un viaggio di 6 mesi, sviluppato in 10 tappe in 7 regioni d’Italia. Dopo la prima tappa a Spilimbergo, in Friuli Venezia Giulia, dove è già attivo il progetto “Lost in Education” selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Il viaggio – che verrà effettuato con un pulmino e 4 telescopi – proseguirà p oi a Bologna, Prato, Gualdo Tadino, Roccagorga, Taranto, Cassano allo Ionio, Selinunte, Novara di Sicilia e Napoli – l’ultima tappa dell’intero tour. Il progetto verrà realizzato in collaborazione con Asi, Agenzia Spaziale Italiana.

UNA CACCIA AL TESORO SOSTENIBILE
Nel corso degli appuntamenti, compreso quello tarantino che dovrebbe tenersi a luglio, Unicef Italia accoglierà le bambine e i bambini con una speciale caccia al tesoro dal titolo “Lanciamoci verso uno spazio sostenibile” con l’obiettivo di introdurre e sensibilizzare sull’importanza della sostenibilità ambientale. A seguire, i partecipanti diventeranno protagonisti di due laboratori pratici: il primo, “Astrokids – Astronauti per un giorno”, per scoprire il processo di selezione per diventare astronauti, nonché come si vive sulla Stazione Spaziale Internazionale. Il secondo laboratorio approfondirà un aspetto scientifico legato a costellazioni, comete, o razzi. La giornata si concluderà con l’osservazione del cielo, grazie a telescopi professionali ed il supporto di astronomi professionisti dell’Inaf, l’Istituto Nazionale di Astrofisica. Ancora, Unicef Italia supporterà Il Cielo Itinerante nei “Quiz dallo Spazio”, un progetto nato dalla collaborazione con Esa – European Space Agency, c he vedrà protagonista l’astronauta Samantha Cristoforetti, la quale nel corso della missione spaziale dell’Esa Minerva racconterà alle bambine e ai bambini cosa succede in una Stazione Spaziale Internazionale e li coinvolgerà in attività social, invitandoli a risolvere quiz e sfide relative al tema dello spazio, sulla pagina Instagram de Il Cielo itinerante.

«Lavorare per i bambini è da sempre la nostra missione. Italia Brilla rappresenta per noi dell’Unicef un’ulteriore occasione per essere tra e con i bambini, per ascoltarli, stimolarli, sensibilizzarli sulle tematiche che li riguardano. Siamo felici di poter dare il nostro contributo in questo progetto» ha dichiarato Carmela Pace. «Inoltre, rivolgo un ringraziamento speciale all’Ambasciatrice dell’Unicef Italia Samantha Cristoforetti per aver dimostrato ancora una volta grande attenzione e sensibilità verso i bambini più vulnerabili». «La possibilità di scoprire il cielo e avvicinare i ragazzi alla scienza attraverso il gioco può mettere in atto una trasformazione profonda. La voglia di proiettarsi in avanti e immaginare per sé stessi prospettive nuove. Sì, un telescopio può fare piccole magie», ha detto Ersilia Vaudo, presidente de Il Cielo Itinerante. Italia Brilla – Costellazione 2022 è il nome del progetto principale promosso dall’associazione Il Cielo Itinerante. Nel nostro Paese, già prima della pandemia, le ragazze e i ragazzi con difficoltà socio-economiche avevano in media rendimenti più bassi in matematica e scienze e gli ultimi due anni non hanno che acuito tali disuguaglianze. Proprio per questo, il pullmino de Il Cielo Itinerante si fermerà nei luoghi dove c’è maggiore bisogno di investire sull’istruzione dei più piccoli e di accendere un riflettore sul loro futuro.

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