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17 Maggio 2022 - Ultimo aggiornamento il: 17 Maggio 2022 alle 21:48:00

Cronaca News

Ancora un suicidio nelle carceri pugliesi. A Taranto si è ucciso un detenuto di 50 anni

Il carcere di Taranto
Il carcere di Taranto

Ennesimo suicidio di un detenuto in Puglia. Questa volta la tragedia è avvenuta a Taranto. Lo rende noto un comunicato del SAPPE, sindacato di polizia penitenziaria. Il detenuto di origini tarantine, di circa 50 anni, in carcere per reati contro il patrimonio con fine pena 2024, questa mattina si è impiccato con una rudimentale corda ricavata da un asciugamano, aveva poche chance di essere salvato, nonostante la professionalità, il coraggio, e l’abnegazione dei poliziotti di Taranto. «A quell’ora, prima delle 8 – scrive il Sindacato -, un solo agente deve gestire un intero piano composto da tre sezioni detentive lunghe circa 50 metri ciascuna, con circa 70 detenuti per sezione da controllare per un totale di oltre 200 detenuti(ne dovrebbero essere almeno in 4), cosa che avviene spesso nelle ore serali e notturne».

Il SAPPE ritiene che «ora sia il momento che chi ha responsabilità e non prende provvedimenti inizi a pagare, poiché lo Stato deve garantire anche l’incolumità dei detenuti con ogni mezzo. Come è possibile che si continui a tollerare tra l’indifferenza generale, la situazione per cui il carcere di Taranto con un organico di poliziotti penitenziari tarato per 350 detenuti , da anni, ne continua a gestire più del doppio, circa 710. Tutto ciò costringe i poliziotti a lavorare per 8, 12 ore continuative con carichi di lavoro massacranti in violazione di norme e leggi dello stato italiano».

Il SAPPE ritiene «che la misura sia colma e proprio per questo oltrechè allo stato di agitazione, su richiesta dei lavoratori ha indetto un SIT IN il giorno 4 maggio davanti al carcere di Taranto, ove i poliziotti per protesta bruceranno i loro tesserini di riconoscimento, si incateneranno, e firmeranno il referendum per il passaggio al Ministero degli Interni, poiché la sicurezza e la gestione delle carceri è diventato ormai un problema di ordine pubblico nazionale».

1 Commento
  1. Lackyexplorer73 2 settimane ago
    Reply

    Il reato di istigazione al suicidio, non c’è solo per il comune cittadino, ma anche da parte dello stato e delle istituzioni. Che paghino anche loro.

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