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24 Maggio 2022 - Ultimo aggiornamento il: 24 Maggio 2022 alle 10:58:00

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Il lavoro nella Taranto di ieri

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Il lavoro nella Taranto di ieri

Questa settimana Antonio Fornaro, ideatore e curatore di questa rubrica, incentra il suo approfondimento sui lavori nella Taranto di ieri e sulla festa massafrese per la Madonna della Scala. Questi i santi della settimana: San Giuseppe Lavoratore, patrono degli operai, Sant’Antonino da Firenze, i Santi Filippo e Giacomo (auguri al nostro Arcivescovo Mons. Filippo Santoro), San Ciriaco, patrono di Ancona, Sant’Angelo di Sicilia, Santa Benedetta di Roma, Santa Domitilla, Sant’Atanasio, che viene invocato da chi soffre di mal di testa, San Floriano, San Leo Africo e San Lucio di Cirene. Questa settimana la Madonna viene invocata sotto i titoli di: Nostra Signora Riparatrice, della Scala, Nostra Signora del Sostegno, Stella del Mare, delle Grazie e degli Emarginati.

Questi i detti della settimana: “Vecchi e forestieri si vantano volentieri”, “Piede di gallina non uccide pulcino”, “Allegrezza ma solo in sogno”, “Dove c’è gusto non c’è perdenza”, “Anche la Regina ha bisogno del vicino”. Queste le effemeridi di Giuseppe Cravero: il 2 maggio 1937 si svolge fino al 9 dello stesso mese il I Convegno Eucaristico Jonico con un palco nella Rotonda del Lungomare e la città viene parata a festa. Il 3 maggio 1875 all’improvviso il cielo diventa scuro, piove a dirotto e la gente pensa che sia dovuta al fatto che il miracoloso Crocifisso del Convento di Sant’Antonio viene trasferito in San Giovanni di Dio. Il 7 maggio 1910 il Comune acquista la Villa Peripato per un importo pari a 17.500 lire. Queste le effemeridi di Fornaro: il 2 maggio 1487 il Principe Federico II di Aragona rinuncia al Principato di Taranto a favore del Duca di Calabria.

Il 4 maggio 1420 Giovanni Antonio Del Balzo diventa Principe di Taranto. Il 5 maggio 1780 Napoleone dona da Parigi la città di Taranto al Generale Mac Donald. Il 2 maggio 1901 nei pressi dell’Arsenale viene scoperta una necropoli di epoca romana. Il 3 maggio 1886 Vittorio Emanuele II stabilisce che Taranto è Base Navale. Il 4 maggio 1404 Re Ladislao istituisce a Taranto le fiere di maggio e di agosto esenti dalle tasse. Il 7 maggio 1892 viene esposta in Cattedrale la nuova statua di San Cataldo del Catello. Il 3 maggio 1980, di sera, a Monreale in Sicilia, viene barbaramente ucciso il Capitano dei Carabinieri, il tarantino Emanuele Basile. Questo il primo dei due approfondimenti di Fornaro. I lavori di ieri a Taranto erano più numerosi di quelli di oggi perché la tecnologia ha cancellato molti lavori che restano sconosciuti ai tarantini di oggi. Si potrebbero a tal proposito citare tanti esempi, ma Fornaro ne cita uno per tutti, quello dei pescatori che non erano tutti uguali tra loro perché c’erano pescatori specializzati nella pesca di questo o di quel pesce. Sono sempre più rari, oggi, i fabbricanti di nasse e sono in fase di estinzione i maestri d’ascia. Non si usa più il braciere, è limitato l’uso del carbone, non si usa più il vecchio ferro da stiro né lo scaldaletto, non ci sono più i carbonai ambulanti, né i riparatori di vasi di argilla, né gli ombrellai, né gli arrotini, né i riparatori di sedie. Nessuno più si ricorda della capèra, l’antesignana delle nostre modelle parrucchiere.

I bimbi di ieri non frequentavano l’asilo ma venivano affidati ad una donna che vigilava su di loro e chiamata “ ‘a mestre”. Non si vedono più in giro i venditori ambulanti di frutta, verdura, pesce e di articoli di mercerie, restano soltanto nei ricordi di pochi. Non esiste più l’acquaiolo, né il ragazzo che il sabato sera da Palazzo Galeota si divideva nelle strade di Taranto per vendere i fogli con i numeri del loto estratti. Non ci sono più personaggi come Marche Polle, Donna Pernice e Biacocche le cui storie venivano insegnate a noi da bambini attorno al braciere e non ci sono più gli storici stabilimenti balneari sulla Ringhiera di “Meste Aniedde” e di “Braciole”. I massafresi festeggiano fino al 5 maggio, con iniziative civili e religiose, la Madonna della Scala. Il 13 ottobre 1776 il Vescovo di Mottola proclamò la Madonna della Scala patrona principale di Massafra. Si dice che nel 1324 un forte terremoto aprì la gravina che viene chiamata con il nome di Valle delle Rose, dove sorge il Santuario della Madonna della Scala, e che crollò la Cappella di Santa Maria Prisca con un sasso sul quale era dipinta la Madonna con il Bambino. Della pietra si persero le tracce e il popolo fece un nuovo affresco dove prima si trovava il Tempietto di Marte. Poi sorsero altre leggende come quella del Mago Greguro e della figlia Magarella e delle cerve che si inginocchiavano davanti alla Madonna. L’attuale Santuario della Madonna della Scala al quale si accede attraverso una scalinata di 125 gradini, fu costruito dal 1729 al 1737. La facciata è di stile barocco. Numerosi sono i miracoli attribuiti alla Madonna della Scala ma sono scomparse tante tradizioni come l’offerta del cero, quella del Sabato della Madonna, quella dell’Ottava della Madonna, detta “Festa dei Paesani”, le processioni penitenziali e la Messa dei soldati.

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