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19 Maggio 2022 - Ultimo aggiornamento il: 19 Maggio 2022 alle 06:18:58

Cronaca News

Le “storie della fabbrica” della Cgil

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Le “storie della fabbrica” della Cgil

Il segretario generale dello Spi Cgil nazionale Ivan Pedretti e il neoeletto segretario generale della Fiom Cgil nazionale Michele De Palma sono a Taranto oggi, martedì 3 maggio, per una tavola rotonda sul passato e il presente del lavoro sindacale nell’acciaieria di Taranto. L’appuntamento è alle ore 10 presso l’Aula Magna dell’IISS Pacinotti in via lago Trasimeno a Taranto. Il dibattito si sviluppa a partire da “Storie di dirigenti sindacali di fabbrica”, il nuovo libro dello Spi Cgil di Taranto, che raccoglie le storie di alcuni dei delegati sindacali Fiom Cgil, che hanno lavorato nell’acciaieria di Taranto, Italsider/Ilva, e nelle imprese dell’appalto. Oltre ai segretari nazionali, saranno presenti al dibattito Giovanni Angelini, segretario generale Spi Cgil di Taranto, Paolo Peluso, segretario generale Cgil di Taranto, Concetta Maffei, curatrice del libro, e Giuseppe Romano, segretario generale Fiom Cgil di Taranto, che coordinerà i lavori.

La tavola rotonda cercherà di elaborare una visione del sindacato metalmeccanico che possa tenere insieme passato e presente, ma guardando anche al futuro.Le preziose testimonianze dei delegati che nella fabbrica hanno operato e si sono resi protagonisti di un periodo storico è un lavoro di recupero di memoria storica fortemente voluto da Giovanni Angelini che concorre a creare una memoria collettiva per questa città. Intanto, parte oggi l’iter di discussione in Senato del Decreto Energia all’interno del quale c’è il provvedimento relativo allo spostamento dei 150 milioni dall’attività di bonifica alla produzione.

“Opportuno, in questa particolare circostanza, ribadire la nostra netta contrarietà al trasferimento di queste risorse che devono assolutamente essere disponibili per dare una importante spinta alle operazioni di bonifica del territorio jonico e, al tempo stesso, permettere di portare a compimento il progetto che mira ad reimpiegare gli ex Ilva in As in queste attività” si legge in una nota di Usb. “Assurdo destinare i 150 milioni ad una fabbrica che è al collasso grazie anche a scelte inopportune da parte della gestione manageriale. Dunque no secco a quella che potrebbe essere l’ennesima decisione sbagliata, di cui a farne le spese sarebbero come sempre i cittadini, privati degli interventi atti a bonificare le zone compromesse, ed i lavoratori ai quali non verrebbe data la possibilità di integrare il loro ridotto reddito (sono in cassa integrazione) rendendosi al tempo stesso utili per la comunità ed il ripristino di condizioni dignitose di vivibilità degli spazi comuni”.

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