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19 Maggio 2022 - Ultimo aggiornamento il: 19 Maggio 2022 alle 06:18:58

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Acqua sul fuoco, la pace si fa appaciando

foto di Foto di “Il girotondo della pace” di Picasso
“Il girotondo della pace” di Picasso

Pace, fino a qualche mese fa, nel nostro esilio occidentale, comodo e “poltronoso”, mentre il cervello si annoiava moltissimo, “pace” sembrava una parola utilizzata spesso in modo retorico e fastidioso, tanto per dire, roba da Papa. Ci sfuggiva la portata vitale. Ora è un’impellenza, un’urgenza, una bella parola. Quasi quanto amore. La radice della parola porta ai significati di “legare”, “unire”, “saldare”. Come si fa la pace? Per fare la pace ci vuole la guerra. Fatta la guerra si vuole la pace. Raggiunta la pace, ci si adopera per mantenere la pace o per una nuova guerra. Facile a dirsi: è la storia del mondo. È la nostra storia: non prendiamo mai pace. In un conflitto i contendenti sono troppo presi dalle pretese e dalle difese. Gli spettatori possono fare molto per la pace. La pace si fa appaciando. Appaciare da pacare. La pace si fa placando gli animi.

E che ci vuole? Dopo aver fatto i bulli, bisogna ridimensionarsi, tutti, protagonisti e spettatori. La pace si fa gettando acqua sul fuoco. Lo so, troppo discernimento in quello che dico. Originale. Degno dei grandi maestri del pensiero. Ma non ho terminato le mie perle di saggezza. Udite, udite! La pace si fa non gettando benzina sul fuoco. Eh, ve l’avevo detto che vi avrei stupito con il mio sapere biblico. Uscendo fuori dal giochino, il problema resta. Come ne usciamo? Il buon senso, la ragionevolezza, il senso pratico (oggi necessari come il pane) s’imparano dalla vita, ma non s’insegnano. Basterebbe, però, avere sempre a cuore il senso comune della vita, filtrando il pensiero con la carne, con il corpo. Basterebbe essere consapevoli che viviamo oggi e non domani. Domani, in una storia di guerra, non c’è posto per noi. Basterebbe avere bene a mente che per i potenti della terra non siamo altro che carne da macello. Noi possiamo solo pensare a come non farci mandare al macello. Per chiudere con ottimismo, ricordiamo la legge di Murphy «se ci sono due o più modi di fare una cosa, e uno di questi modi può condurre a una catastrofe, allora qualcuno la farà in quel modo». Buona vita.

Leo Tenneriello

 

 

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