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Nuova giunta, il Pd vorrebbe il vicesindaco

Chiesta la conferma di Viggiano e Motolese. Vietri: «Solo tatticismi»

Palazzo di città
Palazzo di città

C’è un documento sottoscritto al momento da cinque consiglieri comunali del Pd che entra nelle discussioni sulla formazione della nuova giunta dopo l’azzeramento voluto dal sindaco Rinaldo Melucci. A sottoscriverlo sono stati Carmen Galluzzo, Gaetano Blè, Gianni Azzaro, Michele De Martino, Lucio Lonoce.

Il documento, però, da quel che trapela, non avrebbe alcun significato di spaccatura all’interno del partito e avrà valore politico solo se sottoscritto dall’intero gruppo consigliare, altrimenti sarà come se non fosse mai stato concepito. Quali sono le indicazioni che emergono da questo documento? In sintesi viene chiesta la conferma degli assessori uscenti Francesca Viggiano e Massimiliano Motolese, e la nomina di un terzo assessore di marca Pd. In sostanza si tratta di una richiesta di conferma del numero di postazioni uscenti con la sostituzione di Simona Scarpati – che ha dichiarato la propria indisponibilità a rientrare in giunta – con altro assessore in quota al Partito Democratico. Ma c’è una novità importante: l’auspicio formulato è quello che all’interno della squadra di assessori del Pd venga individuato il nuovo vicesindaco. Una postazione sulla quale, però, avrebbero ambizione anche altre formazioni presenti in consiglio. Toccherà al sindaco, quindi, trovare la soluzione di maggiore equilibrio che garantisca alla maggioranza stabilità e coesione per portare a compimento nel miglior modo possibile la consigliatura.

L’opposizione dal suo canto non sta a guardare. Ad alzare il tiro è il capogruppo di Forza Italia, Giampaolo Vietri: «Si annuncia una seconda fase sorvolando volutamente su quanto la città ha visto in questi due anni; due azzeramenti di giunta, sindaco sfiduciato e momentaneamente dimesso, nomine nelle società partecipate dibattute e contestate. La vera costante nel civico ente è stata fino ad oggi quella di addossare sempre le colpe ad altri: il sindaco ai consiglieri comunali, la maggioranza agli assessori, gli assessori ai loro predecessori. In questo scenario si registra il “ravvedimento” di alcuni consiglieri comunali che, fino a ieri, si dichiaravano pronti a mandare a casa il sindaco. Il continuo vacillare dell’amministrazione è stato però soprattutto correlato alla tenuta degli “equilibri” interni al consiglio comunale e al tentativo di molti gruppi e consiglieri di ottenere per se maggiore visibilità attraverso investiture come nomine e deleghe. Pertanto, la nuova “unità” che l’amministrazione proclama è un’opportunità che i membri della maggioranza si riservano per non andarsene a casa». Secondo Vietri, «questa nuova giunta sarà frutto di compromessi politici che terranno contenti quanti intendono continuare a coltivare il proprio orticello. In tutto ciò il bene comune e la buona amministrazione sono soccombenti al cospetto dei tatticismi dei singoli».

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