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Omicidio nel garage: 10 anni di carcere in Appello

Riduzione di pena per il delitto di San Giorgio

Corte d'Appello
Corte d'Appello

Omicidio dell’imprenditore agri­colo sangiorgese Ciro Piccione: in Corte d’Assise d’Appello concordata una riduzione di pena da sedici anni e otto mesi a dieci anni per Salvatore Mele, operatore ecologico lizzanese.

Il verdetto di primo grado era stato emesso dal gup nell’udienza del processo che si è celebrato con il rito abbreviato.

La parte civile è rappresentata dall’avvocato Maurizio Besio.

Ai familiari della vittima in primo grado è stata riconosciuta una provvisionale da mezzo milio­ne di euro. Durante l’udienza di stamattina che dinanzi ai giudici della Corte d’Assise d’Appello ha visto come imputato di omicidio Salvatore Mele, difeso dagli avvocati Paolo Barone del foro di Roma e Samantha Dellisanti del foro di Taranto, la moglie della vittima ha manifestato la sua rabbia: “Non saprei che farmene delle scuse. Tra qualche anno dovrà chiedere scusa ai miei figli i quali sono ancora minorenni”.

Dopo l’omicidio furono i carabinieri del Nucleo investigativo del comando provinciale a fermare Salvatore Mele.

Gli investigatori erano risaliti all’operatore eco­logico di Lizzano dopo aver ascoltato diverse persone informate sui fatti, verificato telefonate e comunicazioni attraverso sms e WhatsApp della vittima e di persone a lui vicine, visionato i filmati di numerose telecamere di videosor­veglianza. Mele, fidanzato della figlia di un’a­mica della vittima, il giorno in cui avvenne l’omicidio, aveva avuto contatti telefonici con l’imprenditore.

Inoltre, diverse immagini di telecamere di vide­osorveglianza avevano documentato i passaggi dell’Audi A4 di colore nero dell’operatore eco­logico nei pressi del deposito di mezzi agricoli di San Giorgio Jonico in uso alla vittima.

Grazie allo studio del traffico delle celle tele­foniche era stata poi accertata la presenza del telefonino in uso a Mele nell’area dell’omicidio.

Quando fu fermato fu interrogato in caserma e confessò il delitto.

Il giovane riferì di aver fissato un incontro con la vittima per esternare il proprio dissenso e quello della sua fidanzata rispetto all’amicizia che Ciro Piccione aveva con la madre di quest’ultima, sottolineando poi che l’omicidio era maturato durante una colluttazione tra lui e la vittima.

Nella tarda mattinata di oggi dopo un’ora e mezza di camera di consiglio è arrivata la sen­tenza emessa dei giudici della Corte d’Assise d’Appello.

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