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Così il Pums ridurrà il traffico a Taranto

Illustrato a Roma dal sindaco Melucci, ha ricevuto l’apprezzamento del Ministero

Traffico
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Il Piano urbano della mobilità sostenibile, illustrato dal sindaco Rinaldo Melucci a Roma, ha ottenuto grande apprezzamento da parte del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

«La notizia mi ha riempito di orgoglio e soddisfazione – commenta il presidente dell’Amat, Giorgia Gira, – perché i contenuti innovativi e gli obiettivi che intende raggiungere il Pums miglioreranno la qualità della vita dei cittadini di Taranto con riflessi positivi sull’ambiente, sulle attività produttive e sulle abitudini quotidiane di spostamento». Il Pums vuole riformare la mobilità pubblica a spese di quella privata, alleggerire il traffico di attraversamento interno al perimetro urbano, sviluppare una viabilità alternativa mediante la realizzazione di due linee veloci e dedicate, percorsi ciclabili e pedonali, parcheggi di scambio.

«E’ un insieme di interventi – aggiunge il presidente – ai quali presto Amat spa metterà mano, per la parte di propria competenza, allo scopo di rendere il trasporto pubblico più efficiente, moderno e puntuale, in linea con le linee guida provenienti dall’Unione europea». L’acquisto dei bus ibridi, grazie ai finanziamenti Smart Go City, è una delle prime misure che Amat attuerà, contemporaneamente all’individuazione e all’istituzione delle due linee di “bus rapid transit” (Brt). Queste garantiranno collegamenti ad alta frequenza soprattutto al servizio dei quartieri periferici. Tra le altre cose inoltre, il Pums prevede: l’istituzione di una zona a traffico limitato di attraversamento tra via Crispi e il Ponte di Pietra; una rete di percorsi ciclabili sia urbani che extraurbani; l’estensione delle aree pedonali al di là del centro urbano; parcheggi periferici di interscambio. «Si tratta – conclude Giorgia Gira – di un pacchetto di interventi che servirà a decongestionare il traffico spesso affogato dall’uso del mezzo privato avvantaggiando la circolazione stradale nel rispetto del bisogno di mobilità dei cittadini, ad abbassare i livelli di inquinamento atmosferico ed acustico, a migliorare la qualità dell’aria».

2 Commenti
  1. Tarantino 3 mesi ago
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    Cioè praticamente verrà resa la vita impossibile a chi per lavoro deve spostarsi frequentemente tra diverse zone o deve trasportare roba o semplicemente dal centro dovrà raggoungere la stazione. Sta roba qui non ha funzionato nè ridotto il traffico in nessuna città (vedi Roma o Milano). Ha solo portato più quattrini alle casse comunali

  2. Roberto L'Imperio 4 settimane ago
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    La chiusura a traffico di alcune zone cittadine a forte congestione ed in concomitanza di parcheggi di scambio in punti strategici con snnesse possibilità intermodali a basso impatto ambientale es.: Parcheggio l`auto e prendo un bus elettrico o 1 mezzo ecologico personale od in sharing (condiviso) puo’ essere una soluzione migliorativa, specie se, nei parcheggi di scambio (es. Cimino, Porta Napoli)’ sia prevista anche intermodalita’ ( punti di ricarica elettrica, infomobilita’ wifi e magari un po’ di verde il tutto con ricarica ad energia rinnovabile (fotovoltaico)-come già è buona pratica altrove. È ovvio che andrebbe privilegiato il trasporto pubblico specie su ruota il collegamento infrastruttura le su ruota per grottaglie e sino al centro Arsenale. Chiaramente vista la strategicita’ di investimenti di questo genere in tempi di crisi ed i pessimi risultati del passato recente di tutelare da furti e vandalismo con telecamere di sicurezza. A mio modesto avviso modalità sostenibile e piantumazione verde incidono sensibilmente su qualità della vita e rilancio ambientale ed economico delle città soprattutto a quelle come a ritrovata vocazione marina e portuale purché in una vera ottica di completamento di infrastrutture intermodali
    Roberto L’Imperio

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