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La Uilm ad Arcelor: «Bisogna tutelare il territorio»

ArcelorMittal
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«Assistiamo oramai all’abitudinaria tendenza di affidamento di lavori ad imprese che poco hanno a che fare con il territorio e con ricorso soprattutto a maestranze anche straniere. Tale assunto, in premessa, in nessun modo vuole raffigurare neppure lontanamente una qualsivoglia forma di discrimine per questi lavoratori, ma si interseca, a nostro giudizio, in un pericoloso gioco da parte di alcune di queste aziende che, con fare tristemente praticato da tempo, lascia facilmente immaginare come questa tipologia di impiego di maestranze tenda effettivamente a svilire l’esigenza di praticare attività di lavoro particolarmente complesse, con altrettanto particolare risparmio dei costi e una corsa al massimo ribasso». Così la Uilm Taranto si rivolge ad Arcelor Mittal.

«Di pari impronta, abbiamo potuto accertare come sia esponenzialmente aumentato il ricorso a questa tipologia di maestranze, per lo più impegnate in cicli di lavoro di medio breve durata, e che, riteniamo nuoccia perfino ai criteri di un corretto approccio alla salvaguardia della salute e sicurezza di questi lavoratori, in quanto la complessità delle attività affidate e gli stress impiantistici, necessitano a nostro giudizio di profonda conoscenza impiantistica ed impiego stabile di maestranze. A ciò si associ la tendenza di queste aziende (e non solo) del principio di applicare a questi lavoratori tipologie di contratto diverse da quello in ambito metalmeccanico, che svendono letteralmente ogni tipo di professionalità. Si rifletta, inoltre, su come tale attitudine stia alimentando sempre maggiore divisione tra lavoratori e non veda riconosciuta la premessa di un impegno concreto e fattivo sulla comunità locale. Per quanto raffigurato, si rende imprescindibile per la Uilm un tavolo immediato di confronto monotematico con l’azienda, teso a chiarire gli aspetti menzionati, senza il quale, inevitabilmente, ci determineremo con iniziative ed azioni a salvaguardia dei lavoratori, tutti».

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