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Taranto avrà la piscina olimpionica

Parla il sindaco Rinaldo Melucci

Piscina olimpionica
Piscina olimpionica

Taranto è ufficialmente candidata ad ospitare i Giochi del Mediterraneo del 2025. Una candidatura voluta dall’amministrazione comunale. Quali effetti produrrebbero i Giochi sulla Città? Ne abbiamo parlato col sindaco Rinaldo Melucci.

La candidatura ai Giochi del Mediterraneo: al di là degli aspetti sportivi potrebbe essere un modo per rilanciare una immagine finalmente positiva della città, anche come guida del territorio jonico – salentino. Cosa può aspettarsi Taranto da questo evento che non ha precedenti nella nostra storia?
Per l’Amministrazione comunale è un modo per fissare obiettivi temporali impegnativi ma raggiungibili. Rappresenterà il coronamento del nostro piano strategico e del nostro riscatto. Taranto è tornata una grande città e può certamente misurarsi con queste sfide internazionali. Dobbiamo crederci tutti insieme. È persino un cambio di paradigma culturale, oltre che una promozione positiva del brand Taranto. Io sono ottimista, la città sta già cambiando pelle, arriveremo al 2025 pronti, oltre a traguardare una riqualificazione dei nostri impianti di quartiere e uno sviluppo di una più forte rete sociale e sportiva, che farà bene al nostro essere comunità, sono convinto che Taranto chiuderà con questi giochi i suoi conti con un passato buio.

Quanto è stato difficile per il Comune ottenere questa opportunità? Con quali alleanze puntare alla vittoria finale?
È faticoso mettere insieme attori istituzionali ed addetti ai lavori intorno ad una ipotesi in principio ardita, specie nelle montagne russe della pratica politica italiana, la competizione è aspra, la posta finanziaria elevatissima. Ma devo dire che dopo le prime sedute di lavoro a Roma, nelle quali abbiamo presentato la bozza di dossier di candidatura, gli sguardi un po’ increduli e scettici dei nostri interlocutori hanno lasciato il passo a tanta ammirazione e ad un sentimento di convinto e solidale sostegno agli sforzi di rinascita di Taranto. La nostra città e l’Italia sono un candidato molto ingombrante per chiunque, non mi stupirei, anche grazie al lavoro sotto traccia del Presidente Malagò e di tutto il Coni, che è una vera eccellenza, di scoprire presto un largo fronte in nostro favore nel Comitato Internazionale di Atene.

La candidatura di Taranto ai Giochi, insieme al ripristinato tavolo per lo sviluppo, sembra aver stabilito un rapporto costruttivo con il governo centrale. È così?
Io lavoro sempre per Taranto, non mi appassionano i distinguo politici e le partigianerie fini a se stesse. Perciò parlo e collaboro volentieri con tutti quelli che assecondano i disegni di Taranto e rispettano la mia città. Me ne infischio delle infinite campagne elettorali. Ho voluto questa candidatura e ho preteso la riconvocazione del tavolo del Cis, ho avuto soddisfazione, quindi perché dovrei ostacolare il Governo?

Soprattutto sui social è serpeggiata un po’ di delusione perché le gare di alcune discipline molto attese, come calcio e basket, saran- La candidatura ai Giochi del Mediterraneo: al di là degli aspetti sportivi potrebbe essere un modo per rilanciare una immagine finalmente positiva della città, anche come guida del territorio jonico – salentino. Cosa può aspettarsi Taranto da questo evento che non ha precedenti nella nostra storia?
Per l’Amministrazione comunale è un modo per fissare obiettivi temporali impegnativi ma raggiungibili. Rappresenterà il coronamento del nostro piano strategico e del nostro riscatto. Taranto è tornata una grande città e può certamente misurarsi con queste sfide internazionali. Dobbiamo crederci tutti insieme. È persino un cambio di paradigma culturale, oltre che una promozione positiva del brand Taranto. Io sono ottimista, la città sta già cambiando pelle, arriveremo al 2025 pronti, oltre a traguardare una riqualificazione dei nostri impianti di quartiere e uno sviluppo di una più forte rete sociale e sportiva, che farà bene al nostro essere comunità, sono convinto che Taranto chiuderà con questi giochi i suoi conti con un passato buio.

Quanto è stato difficile per il Comune ottenere questa opportunità? Con quali alleanze puntare alla vittoria finale?
È faticoso mettere insieme attori istituzionali ed addetti ai lavori intorno ad una ipotesi in principio ardita, specie nelle montagne russe della pratica politica italiana, la competizione è aspra, la posta finanziaria elevatissima. Ma devo dire che dopo le prime sedute di lavoro a Roma, nelle quali abbiamo GIOCHI DEL MEDITERRANEO. Parla il sindaco Rinaldo Melucci presentato la bozza di dossier di candidatura, gli sguardi un po’ increduli e scettici dei nostri interlocutori hanno lasciato il passo a tanta ammirazione e ad un sentimento di convinto e solidale sostegno agli sforzi di rinascita di Taranto. La nostra città e l’Italia sono un candidato molto ingombrante per chiunque, non mi stupirei, anche grazie al lavoro sotto traccia del Presidente Malagò e di tutto il Coni, che è una vera eccellenza, di scoprire presto un largo fronte in nostro favore nel Comitato Internazionale di Atene.

La candidatura di Taranto ai Giochi, insieme al ripristinato tavolo per lo sviluppo, sembra aver stabilito un rapporto costruttivo con il governo centrale. È così?
Io lavoro sempre per Taranto, non mi appassionano i distinguo politici e le partigianerie fini a se stesse. Perciò parlo e collaboro volentieri con tutti quelli che assecondano i disegni di Taranto e rispettano la mia città. Me ne infischio delle infinite campagne elettorali. Ho voluto questa candidatura e ho preteso la riconvocazione del tavolo del Cis, ho avuto soddisfazione, quindi perché dovrei ostacolare il Governo?

Soprattutto sui social è serpeggiata un po’ di delusione perché le gare di alcune discipline molto attese, come calcio e basket, saranno disputate a Lecce e a Brindisi. Come mai questa scelta? Quanti sono e quali sono le discipline che verranno disputate a Taranto?
Non diamo agio ai soliti disfattisti e non inseguiamo canali mediatici capaci di politicizzare anche un arcobaleno nel cielo. In qualunque competizione di questo livello e di questa portata è impossibile accogliere tutti gli eventi, tutti i giorni, nella stessa città, non se lo può permettere nemmeno una megalopoli come Londra, è una questione di eredità sostenibile delle infrastrutture, di condivisione dei finanziamenti e soprattutto di accessibilità alle competizioni, o qualcuno suppone che per giocare a football solo allo Stadio Iacovone 26 nazionali possano disputare incontri dall’alba a notte fonda? E che dire della tenuta del terreno di gioco e degli spazi necessari agli allenamenti? No, la verità è che la gran parte delle competizioni e delle discipline (che sono tutte quelle tradizionalmente olimpiche, più alcune esibizioni dimostrative che il Comitato Promotore potrà selezionare) si svolgeranno a Taranto, comprese le fasi finali di calcio e pallacanestro, ma era normale coinvolgere piazze importanti ed attrezzate ed io ho preteso dai partner istituzionali che questo coinvolgimento non andasse oltre il Salento e Matera. Non alimentiamo, dunque, messaggi sbagliati. Una volta tanto proviamo a godercela.

Parliamo dell’impiantistica sportiva, a Taranto piuttosto carente: i Giochi porteranno benefici sotto questo aspetto?
Abbiamo numerosi impianti, ma abbandonati e fatiscenti. Ripartiremo da quelli ed ho chiesto al Comitato Promotore di contemplare almeno la riqualificazione degli impianti a Paolo VI, Tamburi e Talsano, il resto lo sta già facendo il Comune di Taranto, specie alla Salinella. Di sicuro realizzeremo ex novo una piscina olimpionica ed un centro all’avanguardia per gli sport del mare, inoltre ammoderneremo pesantemente Palamazzola, Stadio Iacovone e Campo Scuola, infine vorrei finalmente regalare a Taranto, tra gli altri, un diamante del baseball ed un terreno dedicato al rugby. L’obiettivo vero resta in prospettiva quello di abbattere le disuguaglianze ed il degrado sociale grazie allo sport, di rigenerare l’animo dei tarantini.

A proposito di impianti sportivi, a che punto siamo con il centro sportivo di via Alto Adige? La gara era stata espletata, poi cosa è successo?
Le parti private si sono disimpegnate. Obiettivamente gli atti vandalici avevano mutato sostanzialmente il quadro economico di partenza. Abbiamo ricevuto, nel frattempo, nuove e qualificate manifestazioni di interesse per un project financing volto a ridare vitalità a quel quartiere. Confido che entro breve tempo possa ripartire un’istruttoria.

Cosa serve adesso per vincere la sfida con Kalamata, la città greca anch’essa candidata ad ospitare i Giochi? Intanto, verifichiamo quali e quanti candidati arriveranno davvero alla scadenza formale del prossimo 15 luglio, con un dossier credibile ed il sostegno autentico del proprio governo. Poi, ce la giocheremo al meglio. Io voglio far entrare Taranto nella storia, non contemplo affatto ipotesi differenti.

Enzo Ferrari
Direttore Responsabile

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