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Processo Duomo per la droga in Città Vecchia: annullate tre condanne

La decisione della Corte di Cassazione

Blitz Duomo, droga in Città Vecchia
Blitz Duomo, droga in Città Vecchia

Processo Duomo, la Cassazione annulla tre condanne. I giudici della suprema corte, accogliendo il ricorso presentato dagli avvocati Salvatore Maggio e Simonetta Galantucci, hanno annullato la sentenza emessa nei confronti di Massimo Zappino, il quale in secondo grado era stato condannato a dodici anni di reclusione per associazione a delinquere finalizzata allo spaccio di droga in Città Vecchia.

L’uomo in Appello aveva ottenuto l’assoluzione dal reato di associazione mafiosa e la riduzione di pena da tredici a dodici anni, I giudici della Cassazione hanno, inoltre, annullato la condanna a quindici anni di reclusione, relativamente al reato di mafia, a Giuseppe Taurino, ritenuto elemento di spicco dell’organizzazione. E’ stato assistito dagli avvocati Salvatore Maggio e Gaetano Vitale. Infine annullata la condanna a quattro anni e otto mesi inflitta a Francesco Taurino che è stato difeso dagli avvocati Fabio Cervellera e Clara Veneto. Per altri cinque imputati il ricorso è stato respinto. A luglio del 2017 la Corte di Cassazione aveva confermato la condanna per altri 26 imputati. Dalle indagini condotte dai militari delle Fiamme Gialle di Taranto l’organizzazione avrebbe operato in contatto con altri gruppi malavitosi della città, gestendo lo spaccio di cocaina e hashish. Nel 2013 con l’operazione antidroga condotta dai militari della Guardia di Finanza erano state arrestate 39 persone.

Secondo l’accusa in Città Vecchia due immobili che erano nella disponibilità degli imputati fungevano da “centrali” per lo spaccio. Gli investigatori si sono avvalsi di intercettazioni telefoniche e ambientali, nonché attività di appostamento e pedinamento, oltre che del monitoraggio delle zone interessatedall’attività illecita attraverso filmati. E’ stato accertato che il gruppo, caratterizzato da una elevata caratura organizzativa avrebbe garantito nel tempo un costante approvvigionamento di sostanze stupefacenti, rifornendo capillarmente aree di mercato sempre più vaste. L’organizzazione si sarebbe occupata prevalentemente del traffico di droga, ma avrebbe cercato anche di condizionare il mercato del pesce e di inserirsi in attività economiche come gli eventi culturali e turistici organizzati nella Città Vecchia. Nelle indagini, durate un anno, migliaia di ore di telefonate e immagini registrate attraverso telecamere nascoste.

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