20 Ottobre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 19 Ottobre 2020 alle 16:52:58

Cronaca News

«Ancora nessuna certezza per i 500 lavoratori ex Tct»

L’allarme lanciato da Michele De Ponzio

Il porto
Il porto

«Ci interessano i lavoratori e meno le dinamiche dello scontro politico che in realtà, spesso, è stato in grado solo di produrre uno stallo su tutte le questioni che riguardano il nostro territorio. Per tale ragione di fronte alla cortina di nebbia e incertezze che caratterizza ancora il futuro dei 500 lavoratori dell’ex Tct di Taranto, abbiamo ritenuto utile cercare risposte ed eventuali soluzioni facendo leva sulla responsabilità dei rappresentati parlamentari eletti in questo territorio». Così il componente della segreteria provinciale della Filt Cgil di Taranto, Michele De Ponzio, in risposta ad alcune polemiche che nei giorni scorsi hanno accompagnato il confronto che in Cgil la categoria di settore e la segreteria confederale hanno tenuto con i parlamentari pentastellati, Turco, Vianello e Ermellino.

«Sindacato e politica seppur con ruoli e competenze differenti sono due facce del Sistema Italia – dice De Ponzio – e il sindacato che non fa politica ha il dovere di confrontarsi con tutti, mettendo da parte manierismi della prima repubblica e personalismi politico-sindacali». «Il 31 dicembre del 2019 – scrive ancora De Ponzio – l’indennità di mancato avviamento per i lavoratori dell’ex Taranto Container Terminal, scadrà e per noi della Filt la prospettiva di vita, la speranza di queste famiglie e la ricollocazione al lavoro di questo personale altamente specializzato, sono fattori di estrema importanza che travalicano le ragioni di opportunismo politico. Per memoria storica, a discutere dell’eventuale prolungamento dell’Ima sono stati chiamati tutti gli attori che potrebbero concorre alla soluzione del problema – continua – le attuali forze di opposizione, che al tempo erano al Governo, si mobilitarono dando forma al Dl 243/2016. Dai ministri Di Maio, Lezzi e Toninelli, ai quali come organizzazioni sindacali unitarie ci rivolgemmo nel novembre del 2018, invece non ci hanno ancora risposto.

Anche Emiliano, in qualità di presidente di Regione, è informato. Pertanto nessuno può ritenersi escluso da una vicenda che riguarda il futuro di 500 famiglie taran tine. Altra valutazione da non sottovalutare – spiega l’esponente della Filt – è che anche qualora Yilport, dovesse insediarsi oggi, e l’Ima prorogata al 2020, saremmo di fronte a un terminal fermo da anni e che per la sua start-up avrebbe bisogno di tempi tecnici non conciliabili con il prolungamento dell’ammortizzatore sociale di un altro anno. Ecco perché serve una strategia differente e un’azione politica che impegni il Governo nei confronti di un cartello produttivo che ha bisogno non solo di promesse ma anche di adeguate coperture finanziarie utili a favorire un più veloce reinserimento lavorativo». «Chi dovrà agire in questo senso? – si domanda De Ponzio – ovviamente tutti, a cominciare dal senatore Mario Turco, componente della VI Commissione Finanze e Tesoro e membro della Commissione Speciale per gli atti urgenti del Governo, che si è reso disponibile a istituire un tavolo tecnico per affrontare tutte le criticità sin qui evidenziate. Personalmente – conclude – non posso che essere contento di vedere sia l’opposizione che i rappresentanti dell’attuale maggioranza al Governo, condividere lo stesso obiettivo. E’ questo il risultato più grande».

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