25 Ottobre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 25 Ottobre 2020 alle 16:22:59

Cronaca News

Assunzioni ex Ilva, scontro tra i sindacati: confederali contro Usb

Arcelor Mittal
Arcelor Mittal

«Dopo le dichiarazioni a mezzo stampa da parte della Usb che accusa Fim, Fiom e Uilm di tessere rapporti segreti con il management di Arcelor Mittal Italia, le organizzazioni sindacali respingono al mittente ogni illazione consumata nei propri confronti, riservandosi altresì di adire le vie legali».

Scoppia lo scontro tra i sindacati metalmeccanici. Continuano i confederali: «Fim, Fiom e Uilm stanno approfondendo i contenuti delle graduatorie inviate da Arcelor Mittal e di cui molto si sta parlando in questi giorni, senza possedere elementi chiari ed inequivocabili sui criteri adottati dalla stessa AM Investco, nel selezionare le maestranze. Motivo per cui Fim, Fiom e Uilm hanno chiesto immediatamente un incontro chiarificatore all’azienda; confronto che si terrà nei prossimi giorni. Solo dopo aver chiarito con l’azienda ogni dubbio sorto in queste ultime ore (assunzioni in AM Investco e gestione della fabbrica) potremo pronunciarci sui percorsi da mettere in campo. L’occasione, si spera, sia propizia anche per affrontare i temi legati al mondo dell’Appalto, con i lavoratori tutt’ora in ansia per il proprio destino. Certamente, Fim, Fiom e Uilm, non staranno a guardare, segnalando ogni eventuale inadempienza riscontrata, tutelando realmente gli interessi dei lavoratori coinvolti».

E’ dei giorni scorsi la nota dell’Usb: «E’ vergognoso che, dopo la sentenza del Giudice del Tribunale di Taranto che aveva stabilito la non validità dei criteri generici in graduatoria, come ad esempio come la “polifunzionalità”, oggi l’azienda produca graduatorie parziali che non corrispondono alla reale situazione del “Day One”, cioè dell’1 novembre, dove compaiono criteri aggiuntivi non previsti dall’accordo per la selezioni del personale e dove, inoltre, queste graduatorie risultano completamente errate perché considerano anche i lavoratori che sono usciti scegliendo la via dell’incentivo successivamente alla scelta del personale; e cioè, gli 8200 lavoratori andavano scelti dai 10600 lavoratori presenti all’1 novembre. Sono centinaia i lavoratori esclusi dalle graduatorie e decine che risultano in gruppi di lavoro anziché in altri. Nonostante ciò sono emergono tra le 200/300 posizioni critiche che anche con questa classifica parziale oggi avrebbero diritto ad essere riassunti dall’azienda. Un ragionamento di buon senso, a seguito della sentenza che ha condannato l’azienda, avrebbe prodotto un incontro ad un tavolo per valutare le chiare esigenze dei lavoratori – prosegue Rizzo – e del sindacato che ha denunciato il comportamento anti sindacale nei criteri di scelta.

Eravamo disponibili ad un dialogo ma con la pubblicazione di questa graduatoria si aprirà un nuovo fronte legale. Si commenta da solo, inoltre, il fatto che le altre sigle sindacali non hanno preso nessuna posizione in merito. In questo caso non ci sono alternative: o stai con i lavoratori o stai con l’azienda. Se quindi non prendi posizione a tutela dei lavoratori vuol dire che stai con l’azienda. Infatti è da definire grave che i responsabili delle relazioni di ArcelorMittal non ricevono da mesi il sindacato Usb mentre oggi in segreto incontravano le tre sigle sindacali confederate. Cioè è la prova che tra loro c’è connivenza atta ad escludere l’Usb e soprattutto è la dimostrazione che l’azienda non tutela i diritti dei lavoratori ed in questo trovi il supporto delle tre sigle Uilm, Fim-Cisl e Fiom. Non è la prima volta che ciò accade perché abbiamo conferme che questi incontri “clandestini” tra azienda e le tre sigle sindacali confederate sono avvenuti più volte in passato». Parole a cui ora fa seguito la replica di Fim, Fiom e Uilm

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