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Revisione dell’Aia, firmato il decreto

Accolta l’istanza presentata dal sindaco Melucci

ArcelorMittal
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Svolta per la tutela dell’ambiente e della salute dei tarantini. Arriva infatti il riesame dell’Aia per lo stabilimento siderurgico. Stamattina il provvedimento è stato ufficializzato dal ministro per l’ambiente, Sergio Costa, in audizione in Commissione Ambiente della Camera. Il decreto porta la firma del direttore generale della direzione per le autorizzazioni ambientali del ministero, Giuseppe Lo Presti. È stata così accolta l’istanza di revisione dell’Aia presentata il 21 maggio dal sindaco Rinaldo Melucci. Una istanza che quindi ha trovato accoglimento a tempo di record. Cosa prevede sostanzialmente il decreto? Il riesame dell’autorizzazione integrata ambientale «al fine di introdurre eventuali condizioni aggiuntive motivate da ragioni sanitarie previo aggiornamento degli esiti del Rapporto di Valutazione del Danno Sanitario».

La valutazione del danno sanitario è riferita ai «due attuali scenari emissivi di riferimento (differenti da quelli già oggetto di valutazione), ossia quello riferito alla produzione di 6 milioni tonnellate/anno di acciaio attualmente autorizzata e quello previsto al completamento degli interventi elencati nel Dpcm del 29 settembre 2017». In base alle risultanze «si procederà a rivalutare l’autorizzazione integrata ambientale di cui al Dpcm del 29 settembre 2017, eventualmente fissando più adeguate condizioni di esercizio». L’unità organizzativa competente per il procedimento – è spiegato ancora nel decreto – è la Task force Ilva della Direzione Valutazione e Autorizzazione del ministero per l’ambiente e il funzionario responsabile del procedimento è il Direttore Generale. Al gestore dello stabilimento Arcelor Mittal toccherà entro 30 giorni dalla data del decreto «versare la prescritta tariffa e presentare la documentazione attestante il quadro emissivo dello stabilimento correlato alla produzione di 6 milioni tonnellate/ anno di acciaio attualmente autorizzata insieme a quello previsto al completamento degli interventi« del piano ambientale. Una volta ricevuti gli atti, la Direzione del ministero, «anche avvalendosi di Ispra e di Arpa e della Commissione istruttoria per l’Aia Ippc, procederà a valutare la documentazione pervenuta, confermando i due diversi scenari emissivi. Il decreto dispone che «Arpa Puglia, Asl di Taranto e Aress, nei successivi 90 giorni, procederanno ad adeguare le valutazioni del danno sanitario (…) avendo a riferimento i livelli emissivi» dei due diversi scenari «e i dati sanitari aggiornati agli ultimi anni, segnalando le eventuali criticità e proponendo se del caso la modifica delle condizioni di esercizio attualmente autorizzate per lo stabilimento siderurgico di Taranto, al fine di consentire le ulteriori attività istruttorie in ordine al riesame».

Pieno di soddisfazione il commento del sindaco Melucci che, come detto, aveva presentato una articolata istanza di riesame dell’Aia, tenendo conto proprio delle criticità sanitarie che vive la città: «Stiamo operando ogni giorno con la passione per Taranto e tentando di offrire a tutto il mondo una immagine finalmente positiva del nostro territorio e delle nostre capacità. Ma non dimentichiamo le nostre ferite, non lasciamo che il tempo e i momenti di giusta festa facciano affievolire il nostro impegno verso la salute dei cittadini e il futuro dei residenti più esposti e fragili. Ed è per questo motivo e per le ragioni che più in dettaglio sono esposte nella richiesta formale inviata al Ministero dell’Ambiente, col quale esiste un dialogo costante e proficuo, che ho firmato la richiesta di riesame del Piano ambientale di cui al Dpcm del 29 settembre 2017 per lo stabilimento siderurgico di interesse strategico nazionale Arcelor Mittal Italia S.p.A. di Taranto». «Apprendo dalla stampa – dice ancora il sindaco – che l’attuale gestore avrebbe dato nuove aperture sul rifacimento del principale altoforno nella direzione della decarbonizzazione. Non posso che compiacermene. Sono sicuro, allora, che non avranno difficoltà a rendersi disponibili ad un ripensamento complessivo della loro programmazione nella direzione della maggior prevenzione dei rischi sanitari per i cittadini di Taranto».

 

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