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Asl, l’affondo di Bitetti. La Franzoso non ci sta e accusa Emiliano

La sede della Asl di Taranto
La sede della Asl di Taranto

confondere lo spirito di abnegazione e la professionalità del personale medico e paramedico con i risultati complessivamente conseguiti da una determinata Asl. A Taranto e provincia, la situazione rimane critica per non dire deficitaria».

Così Piero Bitetti, consigliere co­munale e provinciale, in merito alle criticità dell’offerta sanitaria tarantina.

«Molti reparti sono al collasso, le lunghe attese ai pronto soccorso rap­presentano un disagio inaccettabile per quei cittadini che si presentano in ospedale per sottoporsi alle cure del caso. A quanto è dato sapere, alcuni bandi per la selezione di personale medico si concludono senza l’indivi­duazione dei vincitori per mancanza di candidati. Un vero e proprio paradosso. E la lista potrebbe continuare. Del resto, l’insoddisfazione è palpabile e le ultime classifiche in merito non fanno che confermare questo scenario a dir poco edificante – evidenzia Bitetti. Più volte abbiamo sottolineato la necessità di intervenire per migliorare i servizi resi a beneficio della provincia ionica. Registriamo con amarezza che poco o nulla è stato fatto. E quando un’azienda non si dimostra all’altezza del compito, i primi a pagarne le conseguenze sono i manager. Così accade nel privato, così dovrebbe accadere nel pubblico dal momento che parliamo di risorse finanziarie pubbliche e di standard di prestazioni fissate a priori e dunque misurabili con criteri oggettivi e certi­ficati. Forse è il caso di immaginare un cambio al vertice dell’azienda sanitaria di Taranto. Al presidente Emiliano, che in ambito sanitario ha l’ultima parola, chiediamo di esprimersi e di prendere posizione. Peraltro, proprio Taranto esprime – e può esprimere – profes­sionisti di ottimo livello per assumere responsabilità di vertice nelle aziende sanitarie. Se ne valutino con serenità e senza pregiudizi attitudini ed esperien­za. Anche qui: le procedure di selezio­ne sono chiare e validate da un percor­so sperimentato, dunque non si tratta di becero campanilismo ma di far sì che Taranto non venga doppiamente pena­lizzata. Si abbia quindi il coraggio di agire, e di promuovere e bocciare sulla base dei risultati conseguiti dall’attuale dirigenza della Asl ionica. Il nostro giudizio, che è negativo – conclude il consigliere comunale e provincialem – si fonda su dati oggettivi e per questo ci auguriamo che possa essere condi­viso anche da chi, in ultima analisi, è il principale responsabile dell’offerta sanitaria pugliese».

Sull’argomento si registra la presa di posizione di Francesca Franzoso, consigliere regionale e commissario provinciale di Forza Italia. «Se la sanità a Taranto è un disastro la responsa­bilità è in prima battuta di Michele Emiliano, assessore alla Salute, autore di un piano di riordino ospedaliero dissennato. Il consigliere Bitetti, che chiede un cambio della guardia ai vertici dell’Asl proprio ad Emiliano, per manifesta inefficienza, se lo do­vrebbe ricordare. Oggi prendersela esclusivamente con la dirigenza della Asl – continua Franzoso – che pure ha le sue responsabilità, è un gioco fin troppo facile. Se la città di Taranto si è posizionata al novantunesimo posto su 107 nella classifica elaborata dal Sole 24 ore come ricettività ospedaliera la colpa non può essere del management aziendale, mero esecutore delle scelte, ma del titolare della politica sanitaria. Per questo suggerisco al consigliere Bi­tetti di chiedere, prima che un cambio del manager Asl, un cambio di passo al titolare delle scelte di politiche, re­sponsabile dello sfascio. Lui si, farebbe bene, visti i pessimi risultati, a cedere il testimone ad altri».

1 Commento
  1. Beniamino 1 anno ago
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    Il disastro degli ospedali di Taranto è il giusto riconoscimento alla popolazione che continua a sbagliare votando personaggi poco attenti e spesso distratti alle enormi problematiche territoriali.

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