Cronaca News

Ciao Francesco, piccolo grande eroe

Si è spento il ragazzo da anni afflitto da sofferenze

Francesco Vaccaro
Francesco Vaccaro

«Francesco adesso è libero». Nelle lacrime di mamma Milena e papà Donato c’è tutto questo senso di liberazione per il caro Francesco. L’eroe dei Tamburi, come lo avevamo definito in un nostro servizio di alcuni mesi fa, è stato un testimone di coraggio e dignità, accompagnato fino alla fine da una Fede incrollabile. Francesco Vaccaro è stato un combattente, mai rassegnato, sempre desideroso di guardare al futuro, al giorno in cui avrebbe vinto i colpi bassi che la vita gli ha inferto sin da piccolino.

Francesco se ne è andato all’età di vent’anni, conservando quel suo volto da fanciullo che apriva il cuore a chiunque. Gli piaceva raccontarsi sui social: gli incontri con le tante persone che gli hanno voluto bene e hanno voluto conoscerlo e abbracciarlo, i suoi rari momenti di divertimento in giro per la città. Non nascondeva neppure le sofferenze che lo tenevano legato a quel tubicino che lo manteneva in vita, a casa come in ospedale. Gli piaceva raccontarsi per immagini. Già, perché cinema e fotografia erano la sua passione. Al Cabrini si era diplomato proprio in produzioni audiovisive. E si era diplomato dal letto di ospedale, sfoderando tutta la sua ammirevole determinazione: lui nel lettino, i professori intorno per gli esami di maturità. Il cinema aveva voluto vederlo da vicino quando Sergio Rubini ha girato sui tetti dei Tamburi il suo Grande Spirito. Quel selfie con il regista forse è stato uno dei ricordi più belli che Francesco abbia conservato. Francesco aveva voluto raccontare la sua storia in un libro fotografico dal titolo emblema tico: “Arrendersi? Mai”.

Ricavato in beneficenza per “Make a wish” l’associazione che si propone di realizzare i desideri dei bambini meno fortunati. Questa era la generosità di Francesco: lui che aiutava gli altri. La sua passione per la fotografia aveva invece trovato un riconoscimento ufficiale in una serata davvero speciale al circolo fotografico “Il Castello”, quando gli fu conferito il titolo di socio onorario. Aveva altre passioni, Francesco, e un sogno. La passione: l’abito di confratello del Carmine a cui teneva moltissimo e dal più profondo del cuore. Il sogno: visitare Parigi. Un desiderio che purtroppo non è stato possibile esaudire. Francesco in questi anni è stato circondato dall’affetto e dall’amore di tante persone. Su tutti, quello dei genitori e di suo fratello Giuseppe. Lo hanno accompagnato attimo dopo attimo nel suo calvario, dando un senso straordinario ad una parola che forse troppe volte oggi viene pronunciata con leggerezza: Amore. Francesco ha vissuto la sua malattia senza mai strumentalizzarla, proprio lui, ragazzo dei Tamburi. Un insegnamento, il suo, di grande dignità. Mai si è fatto passare per vittima. Mai. Ha sempre combattuto con un obiettivo: vincere per vivere come una persona normale. Sì, perché Francesco non si arrendeva per davvero e, a ben vedere, non si è arreso neppure adesso. Semplicemente, ha deciso di liberarsi una volta per tutte.

I funerali di Francesco si svolgeranno venerdì 31 maggio alle 16.30 nella chiesa Gesù Divin Lavoratore.

Enzo Ferrari
Direttore responsabile

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