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Processo Feudo, c’è l’accusa di mafia. Tutti i nomi

Sentenza in Appello per i clan che operavano tra Taranto e Statte

Blitz Feudo
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Feudo: nel processo di secondo grado accolto in gran parte l’appello della pubblica accusa riguar­do alla sussistenza del reato di mafia.

Nella sentenza emessa ieri sera dai giudici della Corte d’Appello di Lec­ce (presidente dott. Nicola Lariccia) ci sono anche numerose riduzioni di pena. Alla sbarra presunti appartenenti a clan della mala tarantina. I giri illeciti tra Città Vecchia, Tamburi, Paolo VI e Statte. E’ stata confermata la pena per Orlando D’Oronzo (16 anni); Nicola De Vitis (16 anni); Albano Gianpiero (sei anni e otto mesi); Stefano Zonile (due anni).

Graziano Liuzzi, invece, difeso dall’av­vocato Luigi Danucci, è stato assolto dal reato di mafia e condannato a tre anni e quattro mesi per riciclaggio.

Condannato a sei anni Vincenzo Ba­sile (in primo grado era stato assolto); a otto anni e due mesi Alessio Bello (in primo grado a nove anni e otto mesi); a dodici anni Gianni Bello (in primo grado era stato condannato a tredici anni); a dodici anni e otto mesi Luciano Bello (in primo grado era stato condannato a quattordici anni); a nove anni Angelo Cellamare (in pri­mo grado era stato assolto); a sei anni Alberto Cesario (in primo grado era stato assolto); a cinque anni e otto mesi Pasquale Cesario ( in primo grado era stato condannato a otto anni e quattro mesi); a dieci mesi Antonio Chiochia (in primo grado a un anno); a sei anni e otto mesi Vincenzo Collocolo (in primo grado nove anni); a sei mesi Ignazio D’Alba (in primo grado a due anni); a otto anni Egidio De Biaso (in primo grado a undici anni e un mese); a cinque anni Angela De Santis (in primo grado a otto anni e quattro mesi); a dieci anni e due mesi Luigi Di Bella (in primo grado a dieci anni e due mesi); a sei anni Vincenzo Di Comite (assolto in primo grado); a tre anni e quattro mesi Angelo Di Pierro (in primo grado era stato condannato a sette anni); a nove anni e quattro mesi Cosimo Alessio Ferrigni (in primo grado a dieci anni); a otto anni Francesco Gesualdo (in primo grado assolto); a cinque anni e quattro mesi Giovanni Giuliani (in primo grado era stato condannato a nove anni); a otto anni e quattro mesi Nicola Guarella (in primo grado a nove anni); a sei anni Egidio Guarino (in primo grado assol­to); a sette anni e quattro mesi Alberto Marangione (in primo grado a nove anni), a un anno e due mesi Cosimo Marinò ( in primo grado a due anni); a dieci anni e otto mesi Salvatore Mu­sciacchio (in primo grado a quattordici anni); a sei mesi Cosimo Pignatelli (in primo grado a due anni); a quattro anni Lucia Portacci (in primo grado a sette anni e otto mesi); a sei anni Michele Puce ( in primo grado a dieci anni); a sei anni e quattro mesi Anna Rabindo (in primo grado assolta); a otto anni e quattro mesi Domenico Scarci (in primo grado a nove anni e quattro mesi); a cinque anni e otto mesi Cataldo Sebastio (in primo grado a sette anni e otto mesi); a sei anni e quattro mesi Filippo Sebastio (in primo grado a nove anni e quattro mesi; a cinque anni a Aldo Solfrizzi (in primo grado a dieci anni e quattro mesi). Nel collegio di difesa gli avvocati Salvatore Maggio, Marino Galeandro, Gaetano Vitale, Patrizia Boccuni, Angelo Casa, Andrea Silvestre, Enzo Sapia, Maria Letizia Serra, Luigi Esposito, Pasquale Blasi e Mirko Porsia.

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