26 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 25 Settembre 2021 alle 22:33:00

Cronaca News

Legittima difesa, l’uso della pistola elettrica

L’intervento del prefetto Francesco Tagliente

Francesco Tagliente
Francesco Tagliente

Il 18 maggio sono entrate in vigore le nuove disposizioni sulla legitti­ma difesa introdotte dalla legge 26 aprile 2019 n. 36. Ospitiamo in proposito le riflessioni del prefetto Francesco Tagliente.

di Francesco Tagliente

La difesa è sempre legittima. Agisce “sempre” in stato di legit­tima difesa colui che “compie un atto per respingere l’intrusione con violenza, minaccia di uso di armi e di altri mezzi di coazione fisica, da parte di una o più persone”. Se la persona che si difende usa un’arma legittimamente detenuta o un altro mezzo idoneo a difendersi, sussiste “sempre” il rapporto di proporzione tra difesa e offesa.

  1. Sussiste “sempre” il rapporto di proporzionalità tra difesa e offesa. “Se taluno legittimamente presente nell’abitazione altrui, o in un altro luogo di privata dimora, o nelle appartenenze di essi”, “usa un’arma legittimamente detenuta o altro mezzo idoneo al fine di difendere: a) la propria o la altrui incolumità; b) i beni propri o altrui, quando non vi è desistenza e vi è pericolo d’aggressione”.

3.Eccesso colposo. Non punibilità di chi si è difeso in stato di grave turbamento derivante dalla situa­zione di pericolo in atto. L’art 2 va a modificare l’art 55 del c.p. che disciplina l’eccesso colposo. Con il nuovo testo si esclude la punibilità di chi si è difeso in “stato di grave turbamento derivante dalla situa­zione di pericolo in atto

  1. La punibilità è esclusa se chi ha commesso il fatto per la salvaguar­dia della propria o altrui incolumità ha agito” contro chi approfitta delle “circostanze di tempo, di luogo o di persona, anche in riferimento all’e­tà, tali da ostacolare la pubblica o privata difesa”.

Per furto in casa e scippo la so­spensione della pena è condizio­nata al risarcimento del danno.
Nel caso di condanna per il reato di furto in abitazione e furto con strappo “la sospensione condi­zionale della pena è comunque subordinata al pagamento integrale dell’importo dovuto per il risar­cimento del danno alla persona offesa”.

Pene più severe per la violazio­ne di domicilio, per il furto in abitazione e con strappo e per la rapina.
Il provvedimento prevede, un ina­sprimento delle pene nell’ottica di una rafforzata tutela del domicilio e dei luoghi di privato interesse, nonché per le ipotesi di rapina. La modifica si pone nel senso di ren­dere ancora più severe pene con un innalzamento, in tutti i casi, anche dei minimi edittali.

  1. Per la violazione di domicilio la pena massima ora arriva a 4 anni. La pena è da due a sei anni, e si procede d’ufficio, se il fatto è commesso con violenza sulle cose, o alle persone, ovvero se il colpe­vole è palesemente armato.
  2. Per il Furto in abitazione e furto con strappo è prevista la reclusione da quattro a sette anni e da cinque a dieci anni se il reato è aggravato.
  3. Per la rapina il minimo edittale viene aumentato di un anno per tutte le circostanza

Nessun risarcimento se si è assol­ti in sede penale
Altra novità prevista dalla nuova legittima difesa è contenuta in una modifica al codice civile e stabilisce che l’aggredito non si possa trovare a subire cause di risarcimento per il danno né da parte dell’aggressore né da suoi familiari. Chi si è legittimamente difeso non è responsabile civilmen­te: il cittadino, se assolto in sede penale, non è obbligato a risarcire il danno derivante dal medesimo fatto in sede civile.

La pistola ad impulsi elettrici
Il Taser è una nuova possibilità, un nuovo strumento di dissuasione, da collocare in una posizione inter­media tra l’arma in dotazione e lo sfollagente.

La pistola ad impulsi elettrici copre un vuoto organizzativo. Non si può passare direttamente dal manganel­lo alla pistola. E’ un dissuasore im­portante da utilizzare con prudenza e quando strettamente necessario a preservare l’incolumità di cittadini o degli agenti ma è innegabilmente quello strumento che consente una valida alternativa all’arma da fuo­co, quando la mera forza fisica o lo sfollagente non sono sufficienti. Trovano buon impiego ove non è pensabile di sparare con armi da fuoco. Può colpire un bersaglio fino a sette metri di distanza.

Peraltro l’utilizzo della pistola ad impulsi elettrici è prevista negli stessi casi e in alternativa all’uso di armi da fuoco a fronte di un’a­zione violenta non diversamente contenibile rivolta verso l’operatore di polizia o altre persone coinvolte nel teatro operativo ovvero contro la propria persona come nei casi di autolesionismo.

È uno strumento che può coadiu­vare l’autodifesa dell’operatore di polizia impegnato nei servizi. Sicu­ramente è un’arma idonea a recare danno alla persona, ma qualunque uso della forza, implica in rischio che una persona possa subire con­seguenze fisiche. Dal 5 settembre la pistola elettrica è in uso a polizia, carabinieri e finanzieri che fanno controllo del territorio di 12 città (Milano, Napoli, Torino, Bologna, Firenze, Palermo, Genova, Catania, Padova, Caserta, Reggio Emilia, Brindisi). Al termine del periodo di prova, il prossimo 5 giugno, verrà fatta una valutazione sull’efficacia del nuovo strumento; se positiva, come già risulta, ci sarà l’allarga­mento ad altre città.

L’esperimento del Taser sta dimo­strando che la pistola ad impulsi elettrici ha indice di gradimento molto alto. Non è stato registrato nessun malfunzionamento. E’ efficace e gradita anche per ridotti impatti fisici. Anche sindacati premono per l’adozione si tutto il territorio nazionale. E’ stata già utilizzata 15 volte in 50 operazio­ni con zero criticità. Ha mostrato una efficacia deterrente molto forte, tanto che nell’82% dei casi è bastato mostrare il Taser per far desistere gli aggressori.

Al C.N.S.P.T ci sono 15 formatori della Polizia di stato che hanno addestrato oltre 250 poliziotti ca­rabinieri e finanzieri.

Uso della pistola elettrica da par­te della Polizia Municipale
Con Il decreto sicurezza approvato dal C.d.M il 24 settembre 2018, si prevede l’uso della pistola elettrica (Taser) anche per la Polizia munici­pale dei comuni sopra ai 100 mila abitanti.

Disciplina giuridica della pistola ad impulsi elettrici
Le pistole ad impulsi elettrici (Ta­ser) sono considerate armi comuni non da sparo in quanto esse non sparano un proiettile attraverso una canna, che è il requisito comune a tutte le armi da sparo

Per importarle occorre la licenza di importazione.

Sono utilizzabili solo dalle Forze dell’Ordine e non possono essere portare per nessun motivo, neppure da chi ha la licenza di porto d’armi.

Sono soggette alla disciplina giu­ridica sull’uso legittimo delle armi

La pistola ad impulsi elettrici (Ta­ser), in uso sperimentale alle Forze di Polizia italiane, ad oggi risulta utilizzato dalle Forze dell’Ordine di ben 107 Paesi nel mondo

Storditori “stungun”
Bisogna distinguere le pistole ad impulsi elettrici tipo Taser che pro­iettano dardi, assimilabili a armi comuni, dagli Storditori “stungun” che necessitano di essere messi a contatto fisico con l’aggressore assimilabili alle armi atte ad offen­dere come gli sfollagente e i tirapu­gni. Per gli Storditori “stungun” è consentito liberamente l’acquisto e la detenzione ma è vietato il porto in modo assoluto anche se in pos­sesso di porto d’armi.

Fine seconda parte
(per leggere la prima parte clicca qui)

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