21 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 21 Aprile 2021 alle 09:30:12

Cronaca News

Tamburi, sì al risarcimento per gli immobili che hanno perso valore

La Cassazione conferma condanna di Riva e Capogrosso

Una veduta del quartiere Tamburi
Una veduta del quartiere Tamburi

Il principio è confermato: i cittadini del rione Tamburi che hanno visto deprezzare il valore delle loro case a causa dell’inquinamento, hanno diritto al risarcimento. I fatti: la Corte di Cassazione – Terza Sezione Civile – ha respinto il ricorso presentato da Fabio Riva e Luigi Capogrosso, che erano stati condannati per «danni da immisisoni intollerabili» a risarcire con poco meno di 14mila euro (ridotti in Appello a circa 11 mila euro) un cittadino del rione Tamburi – assistito dagli avvocati Annamaria e Filippo Condemi – che aveva fatto causa per il deprezzamento subito dal proprio immobile a seguito delle immissioni dello stabilimento siderurgico.

La sentenza di primo grado del Tribunale di Taranto risale al 15 gennaio 2014, nel pieno del clamore suscitato dalle inchieste giudiziarie che avevano travolto i vertici dello stabilimento siderurgico. In quella circostanza furono condannati l’Ilva SpA, Emilio Riva (poi deceduto) e l’x direttore dello stabilimento, Luigi Capogrosso. Nel procedimento è poi subentrato Fabio Riva quale erede di Emilio Riva. Sentenza poi confermata in Appello anche se – come detto – con un quantum leggermente ridotto. Contro questa sentenza Riva e capo grosso hanno fatto ricorso in Cassazione, che ha deciso il 28 marzo scorso respingendo i ricorsi di Riva e Capogrosso. Per la previsione è stato rigettato il ricorso principale e dichiarato inammissibile un altro ricorso incidentale». Se il principio del risarcimento è stato quindi sancito e il cittadino che aveva fatto causa è stato risarcito, non lo stesso può dirsi per altri 140 procedimenti già decisi dal Tribunale Civile. Si tratta di altre 140 cause di cittadini dei Tamburi che, pur avendo ottenuto diritto al risarcimento, non riescono ad ottenere il pagamento di quanto spetterebbe. Il motivo? Nel frattempo ai Riva è subentrata l’amministrazione straordinaria e le cose si sono complicate. «La legge – spiega infatti l’avvocato Condemi – ha di fatto blindato l’Ilva in amministrazione straoridnaria con una sorta di clausola di immunità debitoria. In parole povere: sono autorizzati a non pagare. A nostro avviso si concretizza in questo modo anche un aiuto di Stato nei confronti dell’amministrazione straordinaria dell’azienda siderurgica. Ma noi continueremo la nostra battaglia in favore dei cittadini del rione finché non avremo piena giustizia»

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