23 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 23 Aprile 2021 alle 14:25:17

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La foresta cambierà il volto dei Tamburi

Presentato il progetto per dare verde e ossigeno al rione

Le case parcheggio ai Tamburi
Le case parcheggio ai Tamburi

Una foresta di 154 mila metri quadrati. Un progetto che viene da lontano e che sembra essere finalmente arrivato ad una definizione concreta. Parliamo della cosiddetta forestazione urbana che dovrebbe restituire verde e ossigeno al rione Tamburi, il quartiere più soffocato dai fumi e dalle polveri dell’area industriale. Venerdì 31 maggio il progetto di fattibilità tecnico-economica è stato presentato a Palazzo Pantaleo dal sindaco Rinaldo Melucci, dall’architetto Cosimo Netti, responsabile per il Comune del nucleo tecnico del Contratto di sviluppo, e dall’architetto paesaggista Andreas Kipar, che guida il team della Land, il gruppo di professionisti che si è aggiudicato la gara europea per la progettazione della foresta urbana.

Si tratta di un intervento imponente, non solo per l’ampiezza dell’area che andrà ad interessare ma anche per la sfida che rappresenta il tentativo di restutire vivibilità ai Tamburi. Come detto, l’idea della foresta urbana risale ad anni ormai lontani, addirittura all’atto d’intesa che nel 2004 fu sottoscritto dall’allora presidente della Regione, Raffaele Fitto, e dall’allora sindaco Rossana Di Bello. Ma, a causa delle inestricabili vicissitudini politico-finanziarieamministrative, questo ambizioso progetto era rimasto sostanzialmente lettera morta. Ora sembra di essere finalmente ad una svolta e bisogna dare atto all’amministrazione comunale di aver saputo imprimere un impulso significativo per dare concretezza a questo disegno che sarà finanziato con 6,8 milioni di euro rivenienti proprio dal Contratto Istituzionale di Sviluppo. L’area interessata comprende tutta la fascia che separa il cimitero San Brunone lungo tutta via Orsini. «L’area di progetto – è spiegato nelle relazioni tecniche – si presenta come un vuoto urbano degradato in prossimità degli impianti siderurgici e gli altri impianti industriali dell’area. Il sito presenta fenomeni di emergenza sociale, unita al degrado urbanistico della porzione di città in oggetto.

Nell’area vi è la mancanza di servizi e spazi di aggregazione, di spazi adeguati a supporto del cimitero (parcheggi, padiglioni fiorai) di percorsi protetti per pedoni e ciclisti. L’ecosistema locale appare completamente degradato. Nell’area si rilevano concentrazioni di inquinanti che generano un Rischio Ambientale, per quanto riguarda la falda, il suolo superficiale e profondo». L’obiettivo è quello di «restituire l’area alla cittadinanza per un luogo sano, vivibile e curato, in cui incontrarsi, giocare, passeggiare». Le stesse essenze che saranno piantumate contribuiranno a ridurre l’impatto degli inquinanti. Se tutto filerà liscio, entro tre-quattro mesi dovrebbe essere pronto il progetto esecutivo, poi sarà bandita la gara europea per la realizzazione. Si può ragionevolmente ipotizzare che, senza ulteriori intoppi, i cantieri potrebbero essere aperti nel 2020, anche se già tra settembre-ottobre di quest’anno dovrebbe essere realizzata, a titolo esemplificativo, un piccola parte sperimentale di 50 metri per 50. La foresta urbana non sarà l’unico intervento al quale i Tamburi saranno interessati nei prossimi anni. È in itinere, infatti, il cosiddetto Piano Città, che prevede la costruzione di 216 alloggi, non solo nel rione ma anche in altri quartieri, destinati ad ospitare gli abitanti delle case parcheggio che, a nuovi alloggi ultimati, saranno demolite per fare posto, appunto, alla fascia verde della forestazione. Il profondo restyling dei Tamburi comprende inoltre la realizzazione di campi sportivi e il completamento del mercato di via Orsini. Con l’abbattimento delle emissioni dall’area industriale e questi interventi urbanistici e sociali, forse davvero il quartiere riuscirà a cambiare volto.

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