12 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 12 Aprile 2021 alle 16:52:04

Cronaca News

Oltre 5mila euro per il viaggio della disperazione

Il prezzo pagato dai 73 migranti soccorsi domenica a Torre Colimena

Il luogo del primo soccorso degli immigrati
Il luogo del primo soccorso degli immigrati

Avrebbero pagato 5.600 euro a testa i 73 migranti soc corsi, ieri mattina dai carabinieri, dopo essere sbarcati a Torre Colimena. I militari dell’Arma hanno arrestato i due presunti scafisti: si tratta di Oleksii Boiko, di 38 anni e di Serhii Cheromukhin, di 47, entrambi ucraini. Nella tarda mattinata di ieri sono stati bloccati mentre percorrevano a piedi la provinciale Avetrana- Manduria ed una volta accompagnati in caserma, su ordine del pm di turno della Procura tarantina, sottoposti a fermo per tratta di esseri umani e sfruttamento dell’immigrazione clandestina. E’ la prima volta che avviene uno sbarco di profughi pakistani provenienti dalla Turchia sulle coste del litorale della provincia jonica.

L'operazione dei carabinieri contro l'immigrazione
L’operazione dei carabinieri contro l’immigrazione @Francesco Manfuso

Nelle prime ore di ieri, a bordo di un natante a vela di circa 14 metri, sono sbarcati sulla spiaggia di M Torre Colimena i 73 migranti di probabile nazionalità pakistana, di cui 19 minorenni, tutti sprovvisti di documenti. L’imbarcazione è stata, invece, individuata alla deriva nello specchio d’acqua antistante, recuperata e posta sotto sequestro dalla Sezione Operativa Navale della Guardia di Finanza di Gallipoli. I migranti sono stati intercettati dalle pattuglie della Compagnia di Manduria mentre in piccoli gruppi stavano percorrendo a piedi la strada provinciale che conduce ad Avetrana. Visibilmente provati da un estenuante viaggio di nove giorni, stipati nella stiva dell’imbarcazione, ma fortunatamente in buone condizioni di salute, sono stati condotti allo stadio comunale di Avetrana dove una e vera e propria equipe interistituzionale, composta da militari dell’Arma, agenti della Polizia di Stato, personale del Comune di Manduria, della Protezione Civile e dell’Agenzia Frontex, volontari di diverse associazioni, nonché da numerosi cittadini della comunità locale, si sono prodigati per prestare loro accoglienza ed assistenza sanitaria. Prima di essere trasferiti presso il Centro Hotspot del capoluogo tarantino hanno fornito agli investigatori sia informazioni utili alla ricostruzione delle fasi della propria odissea iniziata dalle coste turche, sia importanti particolari relativi ai due scafisti che li avevano condotti sulle coste del litorale jonico, descritti come due persone di etnia slava e dagli inconfondibili tratti somatici dell’Est Europa, identificati poi in Oleksii Boiko e Serhii Cheromukhin. I dettagli dell’operazione sono stati illustrati nel corso di una conferenza stampa tenuta dal comandante provinciale dei carabibineri, col. Luca Steffensen.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche