Cronaca News

L’impegno del Comune nell’accoglienza dei minori

Migranti, sopralluogo degli assessori all'hotspot


Sopralluogo degli assessori Gabriella Ficocelli e Gianni Cataldino all'hotspot di Taranto

Domenica mattina 73 migranti pakistani, sono sbarcati sulla spiaggia di Torre Colimena, marina di Manduria. 53 uomini e 20 minori non accompagnati, che dopo essere stati fermati dai carabinieri sulla litoranea di Torre Colimena e San Pietro in Bevagna, sono stati accompagnati nello stadio comunale della vicina Avetrana e nelle ore successive trasferiti nell’hotspot di Taranto. «A tutti è stata garantita assistenza sanitaria e accoglienza – fanno sapere dal Comune di Taranto – Sono stati forniti pasti, biancheria, scarpe e tute. Nella stessa giornata 15 minori sono stati affidati a don Franco Mitidieri dell’associazione “Noi e voi” e 5 alla associazione “Mimosa” mentre i maggiorenni sono stati trasferiti al Cara di Bari. Di tutto è stato costantemente informato il sindaco Rinaldo Melucci che ha attivato i servizi sociali».
«Ieri mattina, martedì 4 giugno, gli assessori Gianni Cataldino (Polizia locale) e Gabriella Ficocelli (Servizi sociali) si sono recati all’hotspot (nella foto) per verificare le condizioni della struttura ormai sgombrata».
«Un ringraziamento alle forze dell’ordine, al comando di polizia municipale – commentano gli assessori – e alle associazioni che sono intervenute tempestivamente per garantire cure e accoglienza. Abbiamo trovato una struttura funzionante, ripulita e già in grado di accogliere nuovamente».
Intanto, in merito alle polemiche relative ai soccorsi ai migranti giunti ad Avetrana, si registra la presa di posizione di Nino Marmo, capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale. «Onore al vice sindaco di Avetrana, Alessandro Scarciglia, che ha coordinato le operazioni di soccorso di una settantina di migranti sbarcati a pochi chilometri dal suo comune. Lui ha incarnato gli autentici valori della destra moderna, in barba al populismo imperante: una destra aperta, tollerante, solidale e vicina agli ultimi. Ho ritenuto di chiamarlo, pur non conoscendolo, per ringraziarlo delle parole buone e sane che ha detto: “il mio modo di essere di destra è questo”. Noi siamo con lui: tendere la mano a chi ha bisogno, questa è la nostra destra. E’ la destra del rispetto della persona, dell’attenzione e della cura di chi resta ai margini e non c’entra nulla la politica di gestione del fenomeno migratorio: c’entra solo l’essere umano. Siamo orgogliosi di chi tiene alta la bandiera di una destra vera, senza odio, con il cuore aperto e la schiena dritta. Ci distingue dal populismo, che di destra non ha proprio nulla».

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