14 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 14 Aprile 2021 alle 15:33:27

Cronaca News

Arcelor Mittal, il Governo non poteva non sapere

Arcelor Mittal
Arcelor Mittal

Doveva essere il miglior accordo possibile. Lo aveva garantito il ministro Di Maio quando suggellò il passaggio dell’Ilva ad Arcelor Mittal. Sei mesi dopo l’ingresso della multinazionale in Ilva, ecco, invece, la prima sorpresa: 1.400 lavoratori in cassa integrazione. Nel silenzio assoluto e assordante del governo che, da questa vicenda, esce malissimo. È vero, si tratta di misure temporanee legate alla congiuntura negativa dell’acciaio. Un problema che, ovviamente, non riguarda solo Taranto e l’Italia, ma i mercati internazionali, come dimostra la lettera inviata ai capi di Stato e di governo da quarantacinque produttori siderurgici europei.

Le congiunture, però, non nascono da un giorno all’altro. I segnali di questa crisi arrivano da lontano, da mesi. E la stessa Arcelor già da tempo aveva cominciato a sottolineare le difficoltà di mercato legate alla riduzione della domanda di acciaio. Possibile che il governo non sapesse o che avesse sottovalutato i segnali di crisi? Sono così sprovveduti o hanno preferito tacere per non incendiare – con le conseguenze elettorali del caso – un ambiente già particolarmente surriscaldato per le note vicende legate al siderurgico e alle promesse elettorali mancate? Chi ha ingannato chi? In ogni caso, di fronte a questo ulteriore colpo, si avverte la inadeguatezza di questo governo ad affrontare crisi complesse, come appunto quella di Taranto. E aumenta il senso di solitudine e di scarsa protezione che troppe volte la città ha avvertito da quando la questione Ilva è esplosa in tutta la sua virulenza.

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