19 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 18 Aprile 2021 alle 17:24:06

Cronaca News

Cassa integrazione, sui numeri apertura di Arcelor Mittal

Bitetti: l’azienda deve tenere in considerazione il contesto sociale

Arcelor Mittal
Arcelor Mittal

Doveva essere un incontro per verificare lo stato dell’arte dopo l’accordo del 6 settembre sottoscritto col governo e per affrontare i nodi della crisi internazionale dell’acciaio. La riunione di lunedì 10 giugno, nella sede di Confindustria, risentirà invece della annunciata cassa integrazione per 1400 dipendenti. Tema che sarà poi al centro dell’incontro che si terrà a Taranto martedì 11 giugno tra azienda e sindacati. Già martedì 6 giugno le parti hanno avuto un breve incontro in stabilimento nel quale i sindacati hanno considerato irricevibile la procedura di cassa integrazione. Ora c’è attesa per capire quali saranno le mosse del governo.

Il ministro Di Maio, dopo un lungo silenzio sulla vicenda, si è lasciato andare a parole di irritazione verso l’azienda. Che da parte sua fa sapere, attraverso proprie fonti, di essere disponibile ad una verifica congiunta con i i sindacati sui numeri della casa integrazione ordinaria, prevista per 13 settimane, salvo proroghe, causa la negativa congiuntura di mercato. Peraltro, fanno sapere sempre fonti aziendali, è stata proprio Arcelor a chiedere l’incontro del 10 giugno. Intanto la politica va in pressing sull’azienda. «Fa bene il sindaco di Taranto – affermano i consiglieri comunali Piero Bitatti, Mimmo Cotugno e Vittorio Mele – a dire che Arcelor Mittal deve tenere in debito conto il contesto sociale ed economico nel quale è insediato lo stabilimento siderurgico. I lavoratori e le loro famiglie hanno già sopportato enormi sacrifici negli ultimi anni e dunque non è il caso di ripiombare in quel clima di incertezza e preoccupazione per le sorti occupazionali di migliaia di persone. Il futuro deve essere, per gli operai e per la città, foriero di scelte chiare, improntate al rispetto degli impegni assunti sia per quel che riguarda il piano industriale sia per quanto attiene l’impegno sul versante del risanamento ambientale. Arcelor Mittal – proseguono i tre consiglieri – deve sapere che la città è unita e che le istituzioni locali, a partire proprio dal Comune di Taranto, faranno fronte comune. La massima assise cittadina, per quanto di sua competenza, sta già dimostrando con l’adozione di provvedimenti mirati di voler valorizzare altri settori produttivi maggiormente in linea con le vocazioni territoriali. Intanto, però, non possiamo permetterci di rinunciare ad un solo posto di lavoro».

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