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L’omaggio dei tarantini a S. Antonio da Padova

Festa e processione al Borgo e Tamburi

La processione di Sant’Antonio
La processione di Sant’Antonio

Si rinnova giovedì 13 l’omaggio dei tarantini a Sant’Antonio, il santo più venerato nel mondo e la cui intercessione è richiesta per i casi disperati. È ritenuto il santo degli umili e proprio da questa caratteristica si fonda l’usanza della benedizione del pane, l’alimento dei poveri.

La processione di Sant’Antonio
La processione di Sant’Antonio

Al Borgo La festa al Borgo è organizzata dalla parrocchia intitolata al santo, in via Duca degli Abruzzi, in un territorio segnato dall’abbandono e dalla povertà. Non pochi sono gli stabili murati o dove vivono pochi anziani; tante anche le saracinesche abbassate di locali dove insistevano attività artigianali o piccoli esercizi commerciali. Senza un programma di recupero edilizio la situazione è destinata ad aggravarsi. In tutto questo, la parrocchia guidata da don Carmine Agresta si pone come importante centro di aggregazione e di aiuto alle numerose famiglie disagiate. I festeggiamenti prevedono giovedì 13 la benedizione del pane di Sant’Antonio, offerto dai devoti, che sul sagrato sarà distribuito dopo le messe delle ore 7.30-9-10-11-12. Alle ore 17 ci sarà la benedizione dei bambini e alle ore 18 la concelebrazione eucaristica dell’arcivescovo. Seguirà la processione (accompagnata dalla banda di Crispiano) per via Duca degli Abruzzi, via Dante, via Pupino, via Oberdan, via Nitti, via Mazzini, via Regina Elena, via Bruno, via Duca degli Abruzzi; sul sagrato, la benedizione con la reliquia. Successivamente in via Criscuolo, festa popolare “Pizziche e danze dal mondo”, con i balli guidati dal maestro Giovanni Labate; saranno possibili degustazioni agli appositi stand, con il ricavato delle offerte devoluto in beneficenza.

Ai Tamburi Ai festeggiamenti provvede la parrocchia di San Francesco De Geronimo con la confraternita di Sant’Antonio, sorta nel 1860. Ai Tamburi la devozione al santo risale ai primi del Novecento, quando famiglie di lavoratori portuali, con l’aiuto dei cantieri navali Tosi, donarono all’allora chiesetta di campagna una statua del santo, organizzando, ogni anno, una festa popolare con processione, banda e fiera. Nel dopoguerra l’allora parroco mons. Cosimo Russo ordinò a Ortisei una nuova immagine in legno di Sant’Antonio, attualmente portata in processione. Il fittizio benessere derivato da una scellerata crescita urbanistica e industriale provocò disattenzione verso la festa, che fu saltuaria e poi non ebbe più luogo. A fine anni settanta il parroco don Nino Borsci e un gruppo di parrocchiani (Nicola De Florio, Peppe D’Elia, Osvaldo Cristofaro, Lino Martinelli, Peppe Valentini, Lino Portulano e Peppe Gentile) decisero di riprendere i festeggiamenti. Nel 2008, infine, fu fatta trasferire in parrocchia dalla rettoria di Sant’Agostino l’inattiva confraternita di Sant’Antonio, che (con il priore Gianni Celestiano) oggi registra l’adesione di molti giovani. La festa prevede per giovedì 13, sante messe alle ore 7.30-8.30-9.30- 10.30 al termine delle quali ci sarà la benedizione del pane. Alle ore 18, solenne celebrazione eucaristica cui seguirà la processione per via Orsini, via Galeso, via Sciaie, via Masaccio, via Verdi, via Orsini, piazza mons. Russo, con sosta per i fuochi artificiali della “Itria Fireworks”. Suonerà l’orchestra di fiati “Santa Cecilia” di Taranto. Luminarie sono state predisposte nelle vie attorno alla chiesa.

di Angelo Diofano

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