28 Novembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 28 Novembre 2021 alle 18:20:00

Cultura News

Federico Pirro, ultimo testimone di un’epoca eroica

Il ricordo del giornalista

Federico Pirro
Federico Pirro

È scomparso a Bari, all’età di 76 anni, Federico Pirro, giornalista e scrittore. I funerali si terranno il 15 giugno alle ore 10,30 nella Sala del commiato del Cimitero di Bari. Combatteva da tempo contro il solito “male incurabile”.

Un altro amico che se ne va, prima del tempo. Un altro testimone e protagonista di un’epoca eroica – l’ultima, temiamo – del giornalismo italiano. Federico Pirro aveva lavorato nella redazione di Cronaca della Gazzetta del Mezzogiorno, sotto la direzione del mitico Oronzo Valentini, quindi era passato alla sede regionale Rai della Puglia, della quale era diventato redattore capo, per essere poi rimosso nel 2002, demansionato e mobbizzato perché sgradito al centrodestra. Aveva ottenuto significative vittorie sul piano giudiziario, ma la Rai non aveva mai ottemperato all’obbligo di destinarlo ad incarico adeguato all’esperienza ed equivalente alle mansioni già svolte. Per quindici anni, dalla fondazione della testata, era stato il corrispondente dalla Puglia di Repubblica. Ma era stato anche un leader sindacale carismatico, lungimirante, capace, di caratura nazionale.

Fra i protagonisti di Autonomia e Solidarietà, la corrente “di sinistra” della Fnsi, era presidente dell’Assostampa di Puglia e Basilicata quando il leader della corrente autonomia Stampa Democratica, Giorgio Santerini, segretario nazionale della Fnsi, in vista di una stagione contrattuale (e non solo) particolarmente difficile allargò la maggioranza e varò una gestione il più possibile unitaria del sindacato unico dei giornalisti, chiamando in giunta i presidenti regionali esponenti di Autonomia e Solidarietà. Pirro entrò così in giunta e collaborò lealmente alla gestione unitaria; che si realizzò anche in Puglia, fra iniziali diffidenze. Io all’epoca ero (con Michele Lomaglio e pochi altri) uno dei principali esponenti di Stampa Democratica in Puglia. La collaborazione fu leale, e sfociò presto in amicizia. La Puglia diede un notevole contributo di idee (e di forze) alla gestione unitaria; Pirro realizzò corsi di formazione per rimettere in circolo, riqualificare e riuscire a retribuire almeno in parte i già numerosi precari, e fu attivissimo – largamente decentrando – nel seguire ogni tipo di vertenza o di crisi. Tanto che fu nominato vicesegretario nazionale della Fnsi. Poi il brusco defenestramento dalla Rai ed il voltafaccia (in azienda e nel sindacato) di molti dei suoi “delfini”.

Dopo un lungo braccio di ferro con la Rai, preferì lasciare l’azienda piuttosto che vedersi confinare in una stanzetta a rubare uno stipendio. Entrò in politica, fu consigliere comunale e contribuì alla vittoria di Emiliano. E riprese un’attività di scrittore: di saggi e di romanzi. In “Vilipendio di cadavere. Bari negli anni del dopo Moro” aveva già fatto “a caldo” una lucida analisi del tradimento di tanti “morotei”. Con “Informare o dire la verità?” fu anche segnalato al premio Saint Vincent, il più prestigioso premio giornalistico europeo, nato col ritorno alla libertà negli anni 40 e purtroppo defunto nel primo decennio del nuovo secolo, premio che già aveva vinto nel 1998 (ero in quella giuria, in rappresentanza del mio direttore Lino Patruno). Importante anche il saggio “Il generale Bellomo. Liberò Bari dai Tedeschi, fu fucilato dagli Inglesi”, o il più recente “Fra le ombre di Auschwitz”. Negli ultimi tempi aveva pubblicato anche romanzi, come il noir “La mossa del teschio”. Un giornalista ed intellettuale libero, capace, impegnato che onorato la professione e la Puglia. Il suo lucido contributo di intelligenza delle cose ci mancherà.

di Giuseppe Mazzarino

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche