Cronaca News

Tumori, i dati su visite ed esami

Ecco i primi risultati del Coro

L'Ospedale Moscati di Taranto
L'Ospedale Moscati di Taranto

Lo scorso 14 gennaio, presso l’ospedale oncologico “San Giuseppe Moscati” di Taranto, è stato attivato il Coro (Centro Orientamento Regionale Oncologico).

I Coro sono strutture operative collocate nei Dipartimenti Integrati Oncologici della Rete Oncologica Pugliese (Rop) nel territorio di ciascuna Azienda ad essi afferente ed hanno la funzione di orientare e supportare l’ingresso dei nuovi pazienti nella Rop, indirizzando­li al percorso più adeguato e tenendo traccia dell’intero percorso diagnostico terapeutico, e supportandoli nel disbrigo delle pratiche amministrative connesse a tale percorso.

Gran parte dei casi vengono discussi dai Gruppi Interdisciplinari di Patolo­gia, istituiti presso lo stesso Ospedale “Moscati”.

Questi sono tavoli tecnici in cui, per ciascun caso per cui se ne ravvisa la necessità, con un’ottica multidiscipli­nare, viene discusso collegialmente il caso, affrontandone le problematiche a 360 gradi.

Il Coro di Taranto afferisce al Diparti­mento Integrato Jonico Adriatico, diret­to dal dr. Salvatore Pisconti, una delle quattro macroaree in cui, nell’ambito della Rop, è stato suddiviso il territo­rio regionale per organizzare l’offerta oncologica.

«Dal 15 gennaio al 7 giugno scorso – spiegano dall’Asl di Taranto – sono state effettuate 472 prime visite e 195 visite di completamento (pazienti già presi in carico dal Coro ai quali era­no stati richiesti ulteriori esami nel corso della prima visita). Il numero delle prestazioni prenotate dal perso­nale amministrativo per i pazienti del Coro è pari a 523 prenotazioni. Tale numero, tuttavia, non comprende un certo numero di prestazioni. Più pre­cisamente, non sono compresi: prime visite e completamenti Coro (perché i pazienti accedono per chiamata diretta ai numeri dedicati al Coro); gastroduo­denoscopie e le colonscopie (il personale amministrativo contatta direttamente la Gastroenterologia di Martina Franca per concordare le date degli esami); Pet (viene inviata direttamente per email Ia scheda di richiesta Pet-tac, specificando che trattasi di paziente Coro); pazienti che vengono inviati in discussione ai Gruppi Interdisciplinari Aziendali di Patologia, ai quali viene già indicata al momento della prima visita la data in cui sarà discusso il caso; broncoscopie (il personale amministrativo contatta direttamente Ia Pneumologia); biopsie (vengono concordate direttamente con Ia Radiologia Interventistica). Tutte le prestazioni vengono erogate entro 3-7 giorni lavorativi (la Tac total body è quella che richiede tempi di attesa più lunghi, pari a circa 10-12 giorni, poiché risulta essere l’esame più richiesto). Inoltre, dallo scorso 29 marzo (data in cui l’Ufficio Amministrativo è stato abilitato sull’applicativo Edotto per la registrazione delle esenzioni per pato­logia), sono state attivate 51 esenzioni 048, evitando così ai pazienti ii disagio di ulteriore disbrigo di pratiche. Si fa presente, infine – sottolineano dall’a­zienda sanitaria locale – che dal 3 giugno è attivo anche il supporto del personale di volontariato nella sala d’attesa del Moscati, iniziativa questa molto apprez­zata dai pazienti».

Soddisfazione è stata espressa dagli esponenti delle due associazioni inte­ressate, Associazione Volontari Ospe­dalieri (Avo). Anna Pulpito, Presidente dell’Avo, afferma: «I nostri volontari che stanno supportando il personale del Coro stanno ricevendo grandi sod­disfazioni da quest’esperienza, perché i pazienti rispondono bene e gli operatori ricevono un aiuto concreto. La cosa più bella che, come volontari, possiamo fare per i pazienti in attesa di essere presi in carico, è parlare con loro, distrarli, alleg­gerire l’attesa, e questa esperienza, che ci auguriamo che prosegua, ci consente di fare tutto questo, e non è poco».

Proprio nella prospettiva di “alleggerire le attese”, l’Avo è stata autorizzata a rea­lizzare un murale nella sala d’attesa del Coro. Caterina Fraccascia, Presidente di Cuori Solidali, ha dichiarato: «Un’espe­rienza senz’altro positiva quella del Coro per le volontarie di Cuori Solidali. Le testimonianze raccolte hanno conferma­to che il volontario è capace di stringere un’alleanza ancor più intima con chi ha bisogno di aiuto. La sua sola presenza diviene confortante, perché intuisce timori, dubbi, angosce, che assalgono chi è nel bel mezzo di un percorso dif­ficilissimo da affrontare. Il paziente ha necessità di trovare al suo cospetto un interlocutore pronto a rispondere alle sue richieste. Il volontario diviene, quindi, un collegamento prezioso tra il personale sanitario e coloro che hanno necessità di risolvere dubbi e incertezze, alle volte anche di ordine pratico. Per noi di Cuori Solidali l’approccio è stato semplice, e la condivisione con i pazienti è stata ricca di momenti preziosi, uma­namente unici».

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