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«A Taranto la mostra “Tutto Ponti”»

I 50 anni della Concattedrale

La Concattedrale di Taranto
La Concattedrale di Taranto

La proposta è di quelle suggestive: portare a Taranto la mostra “Tutto Ponti”, allestita al Musée Des Art Décoratifs di Parigi.

Una mostra che si è chiusa a maggio e che al suo ingresso aveva una riproduzione della Concatte­drale di Taranto ad accogliere i visitatori.

Gio Ponti
Gio Ponti

Questo per dire quanto la chiesa progettata dal grande architetto milanese per volere di monsignor Guglielmo Motolese sia apprezzata e valorizzata all’estero e quanto poco invece sia apprezzata e valorizzata proprio a Taranto.

A proporre di portare in città la mostra parigina sono i gruppi gruppi del consiglio comunale Ta­ranto bene comune e Taranto futuro prossimo, con i consiglieri Piero Bitetti, Mimmo Cotugno, Vittorio Mele, a cui si sono aggiunti i consiglieri Salvatore Brisci e Carmen Casula. La mozione è stata inserita all’ordine dle giorno del consiglio comunale di lunedì 17 giugno.

L’esposizione parigina, la cui chiusura è stata pro­crastinata da febbraio a maggio grazie al successo ottenuto «ha ripercorso – spiegano i consiglieri – i sei decenni di carriera del grande artista milanese (1891-1979).

L’apertura, come detto, con una riproduzione in scala della Concattedrale, che nel 2020 compie 50 anni: «Una straordinaria testimonianza – scrivono i consiglieri – del valore che quell’opera ha nella storia dell’arte e dell’architettura del Novecento». Da qui la proposta «di richiedere all’agenzia curatrice l’allestimento della stessa nella città di Taranto proprio in Concattedrale. Rappresente­rebbe non solo un omaggio della città di Taranto al grande architetto che ideó lo stile innovativo della Concattedrale – dalla quale si staglia la gran­de vela – ma anche un tributo alla memoria di monsignor Guglielmo Motolese che volle l’opera e la commissionò a Gio Ponti».

La Concattedrale di Taranto - interno
La Concattedrale di Taranto – interno

Fin qui i consiglieri comunali. Una proposta co­raggiosa la loro, perché porta all’attenzione della politica la necessità di aprire Taranto ai grandi orizzonti dell’arte e della cultura. Resta un proble­ma di fondoi da risolvere: Taranto non ha adeguate sale espositive per accogliere mostre di questo livello. Il MuDi e il MarTa non sono sufficienti. Ecco perché la proposta di allestire qui la mostra su Ponti obbliga a riflettere sugli spazi funzionali da dedicare all’arte. Le opportunità, anche se non di imminente realizzazione, non mancano: Palaz­zo degli Uffici, Baraccamenti Cattolica, Caserma Mezzacapo, Banca d’Italia. Una esigenza ormai irrinunciabile, se davvero vogliamo che la cifra dell’offerta culturale di questa città sia adeguata all’ambizione di emanciparsi dalla cosiddetta monocultura industriale.

Enzo Ferrari
Direttore responsabile

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