14 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 14 Aprile 2021 alle 15:33:27

Cronaca News

No alle telecamere di videosorveglianza negli asili nido

La Cgil chiede un confronto con il Comune

Asili nido
Asili nido

«Avremmo potuto occuparci della formazione, del te­mibile problema del “burnout” (esito patologico di grande stress) degli in­segnanti, dell’importanza della tutela anche della salute psichica di chi per anni interi è costretto a far sintesi di tante condizioni di difficoltà di bambini e famiglie, avremmo potuto lavorare sui diritti, sul monitoraggio della reale abilità all’insegnamento o sulla valutazione di strutture e luoghi in cui si è obbligati ad operare tra tagli alla spesa e ai diritti, invece questo Governo è capace solo di “cri­minalizzare” ulteriormente il servizi pubblico e la scuola, partorendo, per ora solo al Senato, il provvedimento bipartisan per l’installazione delle telecamere di videosorveglianza all’interno delle strutture asilari. Di fronte ad alcuni episodi di cronaca che consideriamo comunque depre­cabili, anche se isolati e molto limi­tati (basti considerare che nell’80% le insegnanti imputate di casi gli episodi di violenza o maltrattamenti vengono totalmente scagionate), si aggredisce nuovamente una delle istituzioni più importanti per il futuro del nostro Paese, generando ulteriore diffidenza verso la scuola e i suoi operatori».

E’ il commento che la Cgil di Ta­ranto affida alle voci di Eva Santoro, della segreteria generale di Taranto e a Angela Dragone e Tiziana Ron­sisvalle, rispettivamente segretaria generale della Flc e componente della segreteria Fp di Taranto.

«La scuola dell’infanzia ha il com­pito delicato di promuovere lo svi­luppo non solo delle competenze didattiche di un bambino, ma anche di realizzare un’alleanza educativa tra genitori e scuola. Alleanza che si rischia di compromettere in assenza di fiducia reciproca, facendo passare tutti quei lavoratori come potenziali “criminali” da tenere sotto control­lo – dicono le esponenti della Cgil – Per tale ragione chiediamo invece al Comune di Taranto, di agevolare questo processo evolutivo e dire no al provvedimento che questo Governo intende realizzare. Hanno già detto No alla video-sorveglianza Comuni come Lecce o Bologna – di­cono Santoro, Dragone e Ronsisval­le – e speriamo che accada anche al Comune di Taranto, con cui siamo disponibili a lavorare su un progetto che qualifichi invece ulteriormente un servizio che un tempo fu fiore all’occhiello del nostro sistema so­ciale e di welfare.

Taranto passata dagli 11 asili nido pubblici degli anni ’80 agli 8 di oggi deve evitare che quel patrimonio venga ulteriormente depauperato, anche alla luce dell’ulteriore ri­dimensionamento dei fondi (Pac) che per molti anni hanno coperto il finanziamento delle strutture. Ci domandiamo cosa succederà il prossimo anno quando quei fondi termineranno – si chiedono dalla Cgil – e come si intenderanno su­perare le criticità che negli scorsi anni scolastici abbiamo sempre affrontato rincorrendo l’urgenza. Su questo tema ci auguriamo di poter incontrare al più presto anche il nuovo assessore alla pubblica istruzione e poter pianificare con lei una corretta azione amministra­tiva capace di dare risposte vere al sempre più pressante bisogno di scuola e di agenzie sociali del nostro territorio».

2 Commenti
  1. Antonio 2 anni ago
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    Al momento sono 8,se non installano le telecamere diventeranno molto meno, la gente ha paura a lasciare i propri figli negli asili per via delle notizie che ogni tanto ascoltiamo, ma fatemi capire una cosa, tutelate le maestre e non pensare ai bambini? Sapete che il carattere si forma in tenera età e che se un bambino subisce maltrattamenti avrà ripercussioni per tutto il resta della sua vita? Mi vergogno sempre più di essere cittadino italiano perché è pieno di gente ipocrita e ignorante.

  2. Massimo 2 anni ago
    Reply

    Le brave insegnanti non hanno proprio nulla da temere. Mi sembra il solito, inutile, commento sindacale bla bla bla. Per carità, niente giustizialismo, Ma in questa categoria ci sono anche frustrate, depresse, e mezze pazze alle quali si affidano bambini piccolissimi: Allora mettiamo da parte le suscettibilità di una categoria che non vuole essere videoripresa ( perché dalle riprese non vengono fuori soltanto eventuali abusi Ma tutta una serie di comportamenti “leggeri”) e pensiamo a tutela invece i bambini che non possono difendersi

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