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Scontri in Consiglio comunale, l’ira del sindaco Melucci

I commenti agli incidenti che si sono verificati in aula

Rinaldo Melucci
Rinaldo Melucci

«Non tollereremo mai più questi atti incivili, che nulla hanno a che fare con la legittima protesta democratica. Non tollereremo più l’interruzione di pubblico servizio in queste forme violente. Chi agita e stru­mentalizza le aspirazioni dei cittadini va ora punito severamente». Questo il commento del sindaco Rinaldo Melucci, dopo i disordini che hanno portato alla sospensione della seduta del consiglio comunale. Disordini che si sono verificati, paradossalmente, proprio nelle ore in cui il prefetto Antonella Bellomo, accogliendo la richiesta del Comune, ha convocato per il 26 giugno la conferenza di ser­vizi per fare chiarezza sulle collinette ecologiche e capire quali prospettive ci sono per le scuole Deledda e De Carolis. Peraltro, proprio il Comune ha messo allo studio la posisbilità di avviare per tutti i bambini di quei ples­si uno screening sanitario gratuito.

Come ormai noto, la protesta di alcuni genitori dei bambini del rione Tambu­ri si è manifestata in modo scomposto ed è stato necessario l’intervento delle forze dell’ordine per sgomberare l’au­la. Si sono vissuti momenti di tensione forse senza precedenti in consiglio.

«Taranto – dice il sindaco – è stanca di essere usata ed infangata a questa maniera, tutte le volte che accenna a rialzarsi e a ripartire con gli sforzi di tutti. Noi ci stiamo occupando seria­mente dei bisogni del quartiere Tam­ buri, stiamo portando avanti tutti gli impegni assunti con le associazioni lo scorso mese di marzo, noi abbiamo sollecitato ed ottenuto per il giorno 26 giugno prossimo che si avvii una vera conferenza di servizi per affrontare la questione delle collinette ecologiche. Parleranno gli esperti, fino a quel giorno l’Amministrazione non ha altro da dichiarare, chi fa baccano oggi lo fa esclusivamente per bieche finalità politiche, non perché vuole davvero tutelare i cittadini».

«Ciò che è accaduto nell’ultima seduta del Consiglio comunale – gli fa eco il presidente dle consiglio comunale, Lucio Lonoce – è gravissimo e non può passare sotto silenzio. Anche perché si creerebbe un precedente tale da indurre altri, in futuro, a fare altret­tanto. Occupare l’aula consiliare della massima assise cittadina è un atto antidemocratico di prepotenza che va condannato e stigmatizzato. Ed è presumibile che, dietro questa forma protesta, ci sia una regia “politica” da parte di qualcuno che preferisce restare nell’ombra, cavalcando tuttavia l’emotività di persone che vogliono esprimere un disagio o una preoccupazione».

«Auspichiamo pertanto – cpn­clude Lonoce – un’inversione di tendenza rispetto al metodo con cui confrontarsi con l’Ente civico e che le prossime sedute del Con­siglio comunale possano svolgersi regolarmente e mai più impedite o sospese, a causa di comportamenti assolutamente censurabili».

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