Giampiero Mancarelli
Giampiero Mancarelli

«Di Maio la smetta di giocare su Ta­ranto». La stoccata al ministro arriva

dal segretario provinciale del Pd, Giampiero Mancarelli: «Il comunicato del Mise in risposta alle dichiarazioni di Mittal sulla vicenda “esimente” è una vera e propria offesa alla intel­ligenza dei tarantini. Per chiarezza: la esimente introdotta interviene esclusivamente sulle condotte affe­renti l’applicazione dell’Aia e giammai sulle altre condotte eventualmente delittuose».

«Durante la campagna elettorale – in­calza Mancarelli – invece, Di Maio e company hanno strumentalizzato que­sta vicenda creando preoccupazione e un clima di sospetto carpendo la fidu­cia e i voti dei tarantini. Oggi nel Dl Crescita perché incalzati dalla loro base tradita i 5 Stel­le introducono una norma che nei fatti, come poi ha chiarito lo stesso Mise, lascia tutto nelle medesime condi­zioni precedenti. Cambiare tutto per non cambiare nulla. Caro Di Maio, novello Tomasi di Lampedusa è ora di smetterla di porre in pericolo l’am­bientalizzazione e gli investimenti in Italia e a Taranto.

Caro Di Maio basta proseguire con questa propaganda sulla pelle dei cit­tadini di Taranto. Taranto e la Terra Io­nica pretendono rispetto e chiarezza».

«Questa norma – prosegue il segretario del Pd – aumenta solo l’incertezza e crea confusione che diventa un formi­dabile alibi a Mittal per non proseguire il suo impegno sui punti ambientali ed industriali. Noi non siamo assassini, caro Di Maio, siamo coloro i quali in una vicenda complessa hanno per­corso con mille difficoltà quella che è l’unica strada possibile per garantire salute e ambiente. Ti ricordo caro Di Maio che con i nostri decreti abbiamo allontanato i Riva dallo stabilimento. Abbiamo recuperato 1,3 miliardi dei Riva. Abbiamo messo risorse per Città Vecchia, Arsenale, Arpa, Porto. Ad oggi caro Di Maio da lei Taranto ha trovato solo parole e confusione.

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