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In commissione il punto sulle Zone economiche speciali pugliesi

Audizione in Regione sullo stato dell’arte

Il porto
Il porto

«La Zes Jonica è più avanti di quella Adriatica. Le differenze tra le due opportunità di attrarre cospicui investimenti nella regione si fermano qui. In comune, però, hanno da mettere a punto la macchina amministrativa e devono dotarsi di ulteriori strumenti per risultare più appetibili agli occhi degli investitori». Il quadro è emerso dalle audizioni richieste dal presidente della IV Commissione, Donato Pentassuglia, dell’assessore allo sviluppo economico, Mino Borraccino e dei soggetti attuatori, le Autorità portuali Adriatica e Jonica. Si parte dallo stato dell’arte. «Zes interregionale Jonica (è in sinergia con la Basilicata) è già approvata, con l’avviso pubblico per l’assegnazione degli 88,5 ettari ancora disponibili in corso di approvazione. Più incerti i tempi per la Zes interregionale adriatica (in questo caso la sinergia è con la Regione Molise).

La Regione Puglia – si legge in una nota – ha espletato l’iter burocratico di competenza ed inviato sin dallo scorso 20 maggio l’intera documentazione ai ministeri competenti». L’assessore Borraccino ha precisato che «si sta riflettendo sulla opportunità di attendere anche la conclusione delle procedure della Zes Adriatica, 261 ettari di superficie da assegnare, per pubblicare contestualmente i bandi. Da parte della struttura tecnica dell’assessorato allo sviluppo sono state dettagliate tutte le informazioni utili a inquadrare la questione che offrirà per i prossimi anni alla Puglia una interessante occasione per attrarre investimenti in misura maggiore da parte dei grandi investitori istituzionali esteri, piuttosto che da imprese locali già insediate. Requisito imprescindibile per ospitare le Zes, è stato sottolineato, è la dotazione infrastrutturale e logistica esistente ed il possesso dei requisiti di ammissibilità in quanto l’area dovrà configurarsi come porto, area retro portuale, anche di carattere produttivo ed aeroportuale, piattaforma logistica o interporto e non potrà includere aree residenziali». Interventi e dibattiti hanno fatto emergere la necessità di «individuare alcuni strumenti che possono rivelarsi determinanti a sancire il successo delle Zes. Tra questi il “kit localizzativo”, contenente le agevolazioni che i singoli comuni offriranno alle imprese interessate ad insediarsi; altrettanto determinante è ritenuta la definizione della tempistica degli iter burocratici da espletare, a partire dalle autorizzazioni urbanistiche. Altro tema è quello che riguarda la premialità per gli imprenditori già operanti su un determinato territorio e che attraverso le amministrazioni comunali chiedono l’inserimento della area interessata nella Zes. Per quanto riguarda le criticità da superare, anche per via legislativa, quella più preoccupante deriva dal mancato recepimento a livello regionale delle semplificazioni già operanti in ambito nazionale».

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