19 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 19 Aprile 2021 alle 15:35:44

Cronaca News

Arriva il vicepremier Di Maio associazioni divise

Lunedì il Tavolo Permanente sul Contratto di Sviluppo

Il Ministro Luigi Di Maio a Taranto
Il Ministro Luigi Di Maio a Taranto

Il ministro Luigi Di Maio è stato di parola. Il 24 aprile lo aveva annunciato: sarebbe tornato a Taranto esattamente due mesi dopo. I due mesi scadono lunedì 24 giugno e per quella data il ministro ha convocato il tavolo permanente sul Contratto Istituzionale di Sviluppo. In prefettura, il vicepremier sarà accompagnato da altri cinque ministri: Barbara Lezzi (Sud), Giulia Grillo (Salute) Sergio Costa (Ambiente), Alberto Bonisoli (Cultura).

A loro, già presenti la volta scorsa, ai aggiungerà questa volta il ministro della Difesa, Elisabetta Trenta. Il tavolo si insedierà alle 11. Obiettivo: verificare il lavoro svolto in questi due mesi. Al tavolo, oltre ai ministri, ci saranno tutti gli enti coinvolti nel Contratto. Tra questi, i Comuni dell’area di crisi: Taranto, Statte, Massafra, Crispiano, Montemesola, oltre – fra gli altri – a Invitalia, amministrazione straordinaria Ilva, commissario per le bonifiche, Autorità di Sistema Portuale, Marina Militare, Camera di Commercio, Regione, Provincia. Al momento di andare in stampa non è prevista, a differenza della volta precedente, la presenza delle associazioni ambientaliste. Che, a dire il vero, sono divise in due tronconi rispetto all’appuntamento di lunedì. Da una parte ci sono: Comitato Niobe, Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti, Flm Uniti Cub, Giorgio Forever, Giustizia per Taranto , Tamburi Combattenti, Taranto Respira, TuttaMiaLaCittà. Queste associazioni terranno un sit-in presso la direzione dello stabilimento Arcelor Mittal. Alle istituzioni viene chiesto di annunciare «pubblicamente i tempi e le modalità della chiusura progressiva delle fonti inquinanti per lo stabilimento ex Ilva, così come stabilito dal “contratto di governo” tra Lega e Movimento 5 stelle».

Secondo questo gruppo di associazioni «nessuna bonifica e processo di riconversione reale saranno mai possibili fino a quando le fonti inquinanti saranno attive». Nel corso del sit in saranno affrontate altre tematiche scottanti, come la chiusura delle scuole ai Tamburi, l’immunità penale per i gestori dello stabilimento, la cassa integrazione annunciata da Arcelor. Un altro gruppo di associazioni (LiberiAmo Taranto, Neopolites, Comitato donne e futuro per Taranto Libera, Genitori Tarantini, Movimento Associazioni e cittadini pro aeroporto Taranto-Grottaglie, Comitato Quartiere Tamburi, Comitato art. 32 Diritto alla Salute – Statte) ha invece scritto a Di Maio per chiedere la chiusura delle fonti inquinanti e una legge speciale per Taranto che preveda investimenti per la costituzione di un polo oncologico Irccs, potenziamento delle infrastrutture per i trasporti, università autonoma, istituzione di un’area no tax, restituzione alla città di aree della Marina Militare.

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