Cultura News

Corpus Domini, la festa e la storia

La nostra rubrica sulla tarantinità

Il Corpus Domini
Il Corpus Domini

La festa annuale del Corpus Domini nella storia e nella tradizione tarantina e le festività dei Santi Giovanni, Pietro e Paolo nel culto e nella devozione della gente di terra ionica rappresentano gli argomenti centrali della nostra rubrica settimanale curata dal prof. Antonio Fornaro. Questi i santi della settimana: Sant’Edeltrude, San Giovanni Battista, Sant’Eurosia, San Vigilio, Sant’ Araldo, Santa Vincenza Gerosa, Santi Apostoli Pietro e Paolo. Nella settimana che va dal 23 al 29 giugno la Chiesa cattolica ricorda la Madonna venerata sotto i titoli di Madonna del Sasso, della Cintura, del Perpetuo Soccorso e di Notre Dame di Parigi. Sant’Edeltrude è una delle sante più venerate in Inghilterra.

Sant’Eurosia fu orribilmente mutilata a causa della fede ed è invocata contro i temporali. San Vigilio diventò Vescovo di Trento a soli 20 anni ma fu lapidato dai contadini che non osservavano il culto cristiano. Sant’Arialdo nacque in Lombardia e fu un ottimo oratore. Lui e i suoi compagni venivano chiamati patarini, cioè straccioni. Santa Vincenza Gerosa lavorò da giovane nella sua bottega di famiglia e poi fondò un ordine di suore. Questi i detti della settimana: “Ogni acqua spegne la sete”, “L’acqua fa male e il vino fa cantare”, “Carne cruda e pesce cotto”, “Il riso scende camicia camicia (cioè è facilmente digeribile)”, “Dice il sedano: che bel vino conosco”. Sono due le effemeridi di questa settimana di Giuseppe Cravero che ci ricorda che il 28 giugno 1896 fu inaugurato il Palazzo degli Uffici dove sorgeva il vecchio Orfanotrofio ad un piano. Il Palazzo fu progettato dall’ingegnere Saverio Greco e costò 1 milione e trecentomila lire. Lo stesso Cravero ci ricorda che il 24 giugno 1919 fu inaugurata nella Villa Peripato una lotteria di beneficenza che durò 15 giorni. Il biglietto costava 1 lira e la manifestazione fu ripetuta per 20 anni. Il ricavato veniva devoluto alla Croce Rossa Italiana. Domenica prossima in tutte le diocesi italiane sarà festeggiato il Corpus Domini, una festa che si celebra il Giovedì successivo alla festa della Santissima Trinità ed è per questo motivo che soltanto a Roma la festa viene celebrata il Giovedì.

La festa del Corpus Domini fu istituita nel 1264 da Urbano IV. Nel 1263 a Bolsena, in provincia di Viterbo, mentre un sacerdote tedesco celebrava la Messa dubitando della presenza reale di Gesù nell’Eucaristia, il corporale usato si macchiò di sangue. Questo corporale è custodito nel Duomo di Orvieto, in provincia di Terni. A Lanciano, in provincia di Chieti, invece, l’ostia si trasformò in carne ed il sangue in grumi. Fino al 1978 sono stati 60 i miracoli eucaristici di cui 17 in Italia. A Taranto nel passato la processione del Corpus Domini si muoveva dalla Cattedrale e giungeva in Piazza della Vittoria. Oggi parte dalla Chiesa di Sant’Antonio e termina sempre in Piazza della Vittoria. Nel passato alla processione partecipavano i maschietti che avevano ricevuto la Prima Comunione vestiti come San Michele. A Taranto dal 1540 è presente la Confraternita del SS. Sacramento che oggi ha sede nella Parrocchia del Corpus Domini al Quartiere Paolo VI, invece una cappella del Duomo è dedicata al SS. Sacramento. La seconda festa tradizionale è quella di San Giovanni Battista, patrono di Sava, ricordato come il santo dei padrini e, per questo motivo, in passato i bambini portavano doni ai loro padrini di battesimo. San Giovanni battezzò Gesù nel fiume Giordano. E’ patrono di numerose città italiane e straniere ma soprattutto di Firenze fin dai tempi di Dante. E’ patrono di molti animali e di molte categorie sociali.

Tra le usanze popolari ricordiamo nella Notte di San Giovanni i fuochi, l’erba e il bagno di San Giovanni. Ricordiamo la bella Chiesa di San Giovanni che si trovava di fronte alla Chiesa di San Domenico e che fu abbattuta nel 1935. Di questa chiesa è stato recuperato l’altare che si trova nell’attuale Chiesa di Sant’Antonio. Le nostre nonne pregavano il Santo con preghiere in dialetto tarantino. Chiudiamo il commento settimanale con alcune notizie riguardanti i santi apostoli Pietro e Paolo. La storia ci dice che San Pietro venne a Taranto e che lasciò l’impronta del suo capo su una pietra che oggi si conserva nella Basilica di San Marco a Venezia. Le isole Cheradi portano il nome dei Santi Pietro e Paolo. Un quartiere della Città Antica è intitolato a San Paolo. A San Pietro fu dedicata una Chiesa che si trovava vicino al Castello della quale è rimasta una colonna miracolosa conservata nella Chiesa del Carmine. Anticamente i tarantini erano molto attenti nelle azioni che svolgevano il 29 giugno che consideravano una giornata con influenze negative sull’uomo. Infine le donne in cerca di marito con le spalle al balcone lanciavano pietre pensando che il malcapitato potesse diventare il loro futuro sposo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche