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Quell’abbraccio che ha evitato un assassinio

La storia. La vicenda di Mariangela, guarita dall’amore

Mariangela Calcagno
Mariangela Calcagno

Avrebbe dovuto uccidere Chiara Amirante, fondatrice di Nuovi Orizzonti come le era stato imposto dalla setta satanica cui apparteneva. Ma un abbraccio, di quelli pieni d’amore che non aveva mai ricevuto, da parte della vittima designata valsero a distruggere quelle forze dell’odio che da tempo la possedevano. Sembra proprio il passaggio di un film di terrore a lieto fine. Ma è la vicenda che vede protagonista Mariangela Calcagno, chef di talento, fin dalla nascita dolorosamente segnata dalla mancanza l‘amore, che stava conducendo la sua vita alla catastrofe finale.

Mariangela invece oggi gira l’Italia a dare testimonianza della sua esperienza in cui (come scrive il cardinale Comastri nel commento al suo libro “Sono rinata”, editrice Shalom) “per grazia di Dio è uscita da questo abisso perché ha trovato persone che le hanno tradotto, nel dolore, l’amore di Dio”. Alla nascita Mariangela viene abbandonata dai genitori in un orfanotrofio, il cui ambiente poco accogliente le provoca disagi psichici. A quattro anni viene adottata da una famiglia che le vuol bene, al quale la piccina è però indifferente. A scuola, poi, ne combina di tutti i colori; solo l’insegnante di lettere la fa sentire accolta e questo seme d’amore è custodito dal nonno Deodato. Ma non basta. Da adolescente non sopporta nessuna regola; innalza muri altissimi con le persone che le sono attorno, si sento stretta in una morsa, incompresa.

A 18 anni, pur di cambiare aria, va a vivere in una comunità religiosa fondata da un sacerdote conosciuto in una missione popolare. La morte del nonno però la segna ulteriormente. Le ferite emotive riprendono a sanguinare e non prende pace. Si disistima e si sente un problema per se stessa e per gli altri. La tormentano i fallimenti: non è riuscita a farsi amare dai genitori naturali, né si è ambientata nella famiglia adottiva, non ha terminato gli studi e non si è adattata alla vita comunitaria. Mariangela ritorna così in famiglia, per poi andarsene di nuovo. Lavora come lavapiatti in un ristorante, appassiona ndosi a l la cucina fino a diventare cuoca: ai fornelli trova modo di esprimersi e comunicare le sue emozioni. Comincia a vivere senza regole e senza rispetto per l’altro, con rapporti tipo “usa e getta”. Nel ’91, chef in un importante albergo, conosce Luca, credente, che per la prima volta la fa sentire amata, protetta e rispettata in quanto donna. Questa volta s’innamora davvero. Luca la vuole sposare ma durante i preparativi delle nozze scopre di avere l‘Aids per una errata trasfusione di sangue. Dopo i funerali Mariangela, daccapo sola con la sua disperazione, va in spiaggia e urla contro Dio, dichiarandogli guerra per distruggerlo. Assume l’incarico di dirigente aziendale di una cooperativa di ristorazione in una città de settentrione, ma la rabbia e la tristezza non l’abbandonano.

Partecipa a sedute di rilassamento con alcuni amici, accettando in seguito di farsi seguire una psicologa, la “dottoressa” attraverso l’ipnosi, la manipola e la soggioga. Quella donna, che avrebbe dovuto aiutarla, è in realtà sacerdotessa di una importante setta satanica che riesce a coinvolgerla in riti di tenebra e di morte. La notte di Natale del ’96 a Mariangela viene richiesto, per diventare lei stessa sacerdotessa, di uccidere Chiara Amirante, la cui opera fra i giovani derelitti che la notte vagolano per le stazioni è chiaramente un ostacolo all’azione del Male. Poi, giunta nella sede di Nuovi Orizzonti, quell’abbraccio che la disarma e capovolge per sempre la sua vita. La donna trova così l’amore che ha sempre cercato, che attraverso Chiara proviene da Dio e dalla sua misericordia. Mariangela accetta di convertirsi, ma prima deve passare attraverso un doloroso cammino di liberazione, ma ne vale la pena. Si consacra al cuore Immacolato di Maria ed entra nella comunità di Nuovi Orizzonti, dove ha trovato salvezza. Così commenta alla fine Mariangela: “Ero una donna piena di soldi e senza scrupoli. Mi ero illusa di avere tutto, mentre mi rubavano l’anima. Ero diventata il ‘dio’della mia vita. Eppure avrei dato ogni cosa per un unico istante di gioia vera, la gioia di Cristo che da quel momento iniziavo ad assaporare. Ma quello è stato solo l’inizio…”.

di Angelo Diofano

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