Cronaca News

Gli industriali mettono il governo sotto accusa

Gli interventi di Boccia, Dal Poz e dell’ad di Arcelor, Jehl

Vincenzo Boccia
Vincenzo Boccia

È il governo il grande imputato dell’assemblea generale congiunta di Federmeccanica e di Confindustria Taranto che si è tenuta venerdì 21 giugno allo stabilimento Arcelor Mittal. Il tema dle contendere, ovviamente, la cancellazione della tutela legale per i nuovi gestori dell’ex Ilva. Uno stravolgimento delle regole sottoscritte nel contratto per il passaggio di proprietà. Un cambiamento in corsa che fa perdere, agli occhi di un qualsiasi investitore, la certezza di operare in Italia in un quadro chiaro e definito. Il presidente nazionale di Confindustria, Vincenzo Boccia, è stato nettissimo: «Noi siamo a difesa della credibilità del Paese e dei suoi accordi.

Non possiamo arretrare sui principi di un grande Paese come il nostro». Un concetto espresso con grande determinazione anche dal presidente di Federmeccanica, Alberto Dal Poz: «Senza fiducia non può esserci crescita e il governo oggi ha posto la fiducia sul Decreto Crescita, ma la fiducia non si pttiene con un voto d’aula. La fiducia si ottiene con i comportamenti e con il rispetto degli accordi. C’è bisogno di certezze, cambiare le regole del gioco è contro le reali necessità del Paese, allontana gli investitori». Fiducia ed entusiasmo sono stati invece tributati a Matthieu Jehl, l’amministratore delegato di Arcelor Mittal, sostenuto da una calorosissimo applauso che lo ha persino commosso. «Federmeccanica – ha detto Dal Poz – ha scelto Taranto nella consapevolezza che chi rappresenta l’industria metalmeccanica italiana non può chiamarsi furoi da una delle più complesse questioni economiche e sociali che riguardano il Paese e, in modo così profondo, la comunità tarantina. Taranto è lo specchio di un Paese in difficoltà, confuso e incerto che da tempo ha smarrito la fiducia nelle proprie capacità e potenzialità. Un Paese nel quale disfare ciò che è statao fatto ieri è diventato il modo per affermare la propria pargte politica e raccogliere un immediato quanto effimero consenso». Il presidente di Federmeccanica non ha dubbi: «Taranto è una frontiera nella quale le ragioni delle imprese deovno trovare una sintesi con quelle dell’intera comunità».

Non sono mancati i richiami a Papa Francesco sull’idea che unos viluppo che non porduca una migliore qualità della vita non può considerarsi progresso. E proprio in questa direzione, Dal Poz ha elogiato il piano di Arcelor Mittal: «Se qualcuno vi dirà che è meglio un parco a tema di un’acciaieria ditegli che sbaglia e che oggi, qui a Taranto, avete compreso il significato autentico delle parole Impegno e Speranza». «È un giorno importante anche per noi: è la prima volta che ospitiamo un evento così», ha esordito il padrone di casa, Matthieu Jehl. «Aprirci all’esterno è fondamentale: tutti devono poter vedere cosa stiamo facendo qui a Taranto, come anche a Genova, Novi Ligure e in tutti gli altri siti italiani, e con quanta serietà stiamo rispettando tutti gli impegni presi, che sono davvero ambiziosi. Ma questo programma di investimenti e di impegno richiede tempo. Tempo che ci è stato concesso in base al quadro giuridico su cui si basa il nostro contratto. Siamo impegnati a migliorare le prestazioni ambientali di Taranto e a rispettarne l’ambiente, ma non possiamo essere ritenuti potenzialmente responsabili per problemi che non abbiamo causato e che ci siamo impegnati a risolvere. Non è una questione di immunità, noi tutti qui siamo responsabili delle nostre azioni. Si tratta delle tutele legali necessarie a permetterci di realizzare il piano ambientale. Vogliamo produrre acciaio in Italia, con aziende italiane, con lavoratori italiani e per questo ci servono certezze e lo sforzo di tutti».

di Enzo Ferrari
Direttore responsabile

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