19 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 19 Aprile 2021 alle 15:35:44

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Bread: «La musica è lo specchio dei tempi»

In giro per il mondo fra dee jay, musica e vinili

Steve Bread
Steve Bread

Questa settimana torno in Italia e precisamente a Verona per fare quattro chiacchiere con Steve Bread, uno di quei disc jockey che stimo particolarmente. Steve è dj dal 1980. In consolle, in modo costante, in numerose discoteche italiane è da sempre a sostegno della qualità musicale ed ancora oggi ricerca e sperimenta nuovi stili. Nel 2013 crea “Open Groove® che è un contenitore di eventi per una comunità di “special people”, oltre che un progetto musicale, un nuovo modo di reinventare la musica che ha fatto la storia con brani re-groove ed un laboratorio vinilico in evoluzione.

All’interno del proprio progetto Open Groove®, che lo vede spesso affiancato dai migliori dj italiani, predilige emozionare il pubblico offrendo brani dalle caratteristiche molto groove, siano essi in versione originale piuttosto che re-edit, scorrendo dagli anni ‘70 fino ad arrivare ai giorni nostri. Lui predilige e attinge dal filone Nu Funk/Nu Disco, con contaminazioni afrobeat, soul, jazz, electro. Il tutto sempre rigorosamente in vinile. Nel 1986 nasce la produzione discografica “Afro electric fling mix” (prima cover realizzata di questo brano della “Rah band”) mixata e ristampata in varie compilation fino ad oggi, su vinile anche “picture” e cd: brano ballatissimo nei locali che hanno fatto la storia della musica alternativa negli anni ‘80. Attualmente Steve lavora a nuove produzioni discografiche che rispecchiano l’evoluzione musicale raggiunta in ambito nu funk/nu disco. «La musica da sempre è lo specchio dei tempi – mi dice – Oggi la tecnologia ci permette grandi cose, ma allo stesso tempo appiattisce quasi tutto: le competenze “analogiche” di ognunopassano in secondo piano quando le stesse cose possono essere realizzate grazie a qualche scorciatoia tecnologica. Il risultato è che vengono sfornati prodotti “senza un’anima” con lo scopo commerciale “usa e getta”. Negli anni ‘70/’80 – parlo da dj – la ricerca dei brani, della cosiddetta musica alternativa, a volte era un’impresa: dovevamo fare centinaia di km per inseguire un vinile introvabile e la soddisfazione era immensa quando lo stesso vinile potevi finalmente posarlo sul piatto della discoteca dove lavoravi e farlo ballare ai tuoi fan.

Ora per i dj che iniziano a fare questo lavoro, è sufficiente scaricare centinaia di brani da YouTube (nemmeno in download a pagamento) per avere una fantomatica playlist da propinare ai propri clienti, il più delle volte senza una cultura musicale alle spalle bensì affidandosi solo alle hit del momento che vengono proposte nel web o alla radio. A questi ragazzi suggerisco di partire dalle basi, imparando a mixare dal vinile, anche se so che può essere più dispendioso e può sembrare un’utopia. In questo modo si acquisisce un bagaglio prezioso da portare con sè per sempre e che permetterà, un domani, di fare la differenza».

Ecco la to ten dei suoi brani preferiti:
1) Santana • Aqua Marine
2) Jean Luc Ponty • Mirage
3) James Brown • The Payback
4) Maceo Parker • Soul Power
5) Flying Fish • Blowpipe 2010
6) Quantic • When Youre Through
7) Hamilton Bohannon • Summertime Groove
8) Fela Kuti • Water No Get Enemy
9) Sivuca • Ain’t No Sunshine
10) Stefano Breda • Afro Electric Fling.

di Vito Lalinga

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