Cronaca News

Trenta euro per nove ore di lavoro nei campi, arrestato “caporale”

Prosegue l’azione della task force istituita dal comando provinciale dei carabinieri

Raccolta di pomodori nei campi
Raccolta di pomodori nei campi

Ennesimo arresto in un blitz anticaporalato dei carabinieri. In cella è finito un “caporale” di 30 anni, originario del Marocco. E’ accusato di aver impiegato nei campi tre cittadini nordafricani, tra i 26 e i 55 anni, tutti con permesso di soggiorno. La paga era di 30 euro giornaliere per 9 ore di lavoro dai quali venivano decurtati 5 euro per il trasporto. Denunciato, invece, a piede libero il proprietario del terreno, un 71enne di Castellaneta.

Elevate sanzioni per complessive 34mila euro. Prosegue, quindi, l’azione della task force per l’attività di contrasto al reato di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro istituita dal comando provinciale dell’Arma. Nei giorni scorsi era stato fermato per intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro un 39enne sudanese residente a Marina di Ginosa. I militari durante un servizio di controllo sul territorio avevano notato una squadra di braccianti agricoli lasciare il terreno su cui avevano appena finito di lavorare, per prendere posto su una station wagon. A bordo della macchina erano stati identificati nove braccianti agricoli sudanesi, privi di documentato e regolare rapporto di lavoro.Al termine degli accertamenti l’autista del mezzo era risultato responsabile di intermediazione illecita di manodopera e sfruttamento del lavoro ai danni degli altri otto suoi connazionali, i quali occupati “in nero” erano costretti a prestare l’attività lavorativa in condizioni di sfruttamento, violazione della normativa giuslavoristica e di sicurezza sul lavoro. Denuncia per la proprietaria del terreno e multa di 40mila euro.

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