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Istituto Paisiello, gioiello di cultura musicale

Sorto nel lontano 1927 ha formato migliaia di studenti

L’istituto Musicale “Giovanni Paisiello”
L’istituto Musicale “Giovanni Paisiello”

Taranto ha da molti e molti decenni un vero gioiello di “Cultura”, una gloria ancora senza la vera gloria: l’Istituto musica­le “Giovanni Paisiello” retto da illustri direttori e da validissimi docenti e sempre sorretto da cen­tinaia e centinaia di allievi e dalla collaborazione delle loro famiglie.

È un antico liceo musicale; sorto nel 1927, una pietra miliare nel cerchio della dottrina musicale distribuita negli anni a migliaia di studenti affermatisi poi nelle loro attività di professione.

Onore e merito. Eppure quel liceo, meglio questo glorioso liceo, (non ancora statalizzato) è stato, di tempo in tempo, sulla china della chiusura per mancanza di sostegno economico, e mentre altri istituti musicali regionali diventavano “Conservatori di Stato”, a qualche centinaia chilometrica da Taranto, il nostro “Paisiello” è rimasto di provincia, con le sue storiche ed at­tuali conseguenze che ben sappia­mo e che il “Paisiello” sopporta con l’eroica attesa di eventi migliori.

Ora, apprendo, che si pensa a renderlo statale, ma quanta attesa, quante speranze e quanto “nobile officium” di educazione musica­le, di vita artistica, sociale alta e profonda.

Taranto, patria di quel “cigno”, ap­punto Paisiello, come lo definì Vito Forleo in “Taranto dove la trovo” (1929), già patria del fondatore della musica greca antica, Aristos­seno, città natale di Mario Costa, ancora, nell’anno di grazia del se­colo nel quale si è andati sulla Luna ed ora si pensa su Marte, Taranto deve ancora sentirsi emancipata di fronte a più piccole città, perché il suo Istituto musicale va alla ricer­ca, per sopravvivere, di un aiuto economico statale; Taranto che si vanta della Magna Grecia. Taranto, la città degli Amici della Musica, la città della nobile orchestra “Ma­gna Grecia”, di orchestre musicali cittadine, non ha, tutt’ora, il “suo” concreto Istituto superiore di musi­ca; Taranto che ha dato all’Istituto il nome di quel genio della musica che per lo storico e critico Paolo Isotta, fu il principale “adiutore” di Mozart e Rossini. Taranto piange; e piange anche perché la Casa natale del suo Paisiello è ancora un rudere, un indecente cumulo di mattoni, ove una lapide dice che Paisiello è stato vanto musicale d’Italia e d’Europa. Dobbiamo coprirci il capo di ancor calda cenere.

di Paolo De Stefano

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