28 Novembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 28 Novembre 2021 alle 16:52:00

Cronaca News

L’economia della Puglia

Analisi e ricerca svolte dalla sede di Bari della Banca d’Italia

La sede di Bari della Banca d’Italia
La sede di Bari della Banca d’Italia

BARI – Lo sviluppo economico della Regione Puglia quale patri­monio conoscitivo della collettività che insiste nel territorio.

Con questo obiettivo la Banca d’Ita­lia – Sede di Bari ha presentato ad un pubblico attentamente selezio­nato, di natura sia Aziendale e d’In­trapresa, sia esperto dal punto di vista Finanziario-Amministrativo, Giovedì 20 Giugno scorso presso l’Aula Magna “Attilio Alto” del Politecnico di Bari, il documento “L’economia della Puglia” stilato nel corso dell’anno 2018 con la collaborazione delle altre sedi di Ricerca pugliesi.

Un momento d’incontro che ha visto partecipe ciascun settore di cui si compone la società, consen­tendone la reale constatazione di un’indispensabile interdipendenza: dall’imprenditoria all’accademia, dalla finanza alle istituzioni cre­ditizie, dai liberi professionisti alla società civile. Illustri oratori hanno animato i lavori delinena­do aggiornamenti congiunturali sull’andamento dell’economia pu­gliese rapportandola a quella delle altre regioni italiane.

Ciò ha fatto scaturire un proficuo dibattito in sala condotto come da programma da pregevoli personali­tà: Eugenio Di Sciascio Rettore del Politecnico di Bari, Antonio Felice Uricchio Rettore dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro, Pie­tro Sambati Direttore della sede di Bari della Banca d’Italia, Vito Pe­ragine Direttore del Dipartimento di Economia e Finanza Università degli Studi di Bari Aldo Moro e Daniele Franco Vice Direttore Ge­nerale della Banca d’Italia.

Il dato emergente è rappresentato dal valore aggiunto che nel 2018 è risultato essere per la Regione Puglia ancora inferiore rispetto ai valori precedenti la crisi economi­co-finanziaria del 2008. Gli andamenti settoriali di imprese, mercato del lavoro, famiglie, mer­cato del credito e finanza pubblica decentrata risultano altalenanti: nel complesso l’economia pugliese è cresciuta in misura più contenuta rispetto all’anno 2017 e alla media nazionale nonostante, comunque, la crescita stia proseguendo inin­terrottamente da ben cinque anni a questa parte.

Certamente, anche ad un andamen­to demografico calante è attribuita la peggior dinamica del valore ag­giunto pugliese avallato, altresì, da un fenomeno migratorio massivo in favore di altre regioni italiane, fattori che hanno inevitabilmente ampliato il divario produttivo tra le stesse.

Indiscussa causa di tensioni sui titoli pubblici è – a livello naziona­le – l’aumento dell’incertezza che determina il propagarsi di ridimen­sionamenti di settore come i piani di investimento delle imprese e la spesa delle famiglie acuendo nega­tivamente le prospettive economi­che e l’occupazione. Dall’indagine effettuata dalla Banca d’Italia su un campione di aziende dell’indu­stria e dei servizi con almeno 20 addetti è emerso per l’anno 2018 un rafforzamento della redditività: le aziende che hanno registrato un utile sono numericamente supe­riori rispetto a quelle che hanno ottenuto una perdita. In generale, l’andamento registrato tra i settori aziendali è pressocchè omogeneo ad eccezione di quello delle costru­zioni che presenta livelli inferiori a quelli pre-crisi.

A tale presupposto, segue un mer­cato del lavoro pugliese con valori inferiori rispetto a quelli ante 2008 ma, al contempo, una cresci­ta generale del reddito da lavoro dipendente comunque al di sotto della media nazionale. La raziona­lizzazione della rete territoriale in ambito bancario ha visto diminuire il numero di sportelli fisici e la conseguente diffusione di canali e strumenti alternativi di pagamento (home banking) che fanno comun­que registrare una preferenza per l’istituto creditizio rispetto a forme creditizie differenti (emissione obbligazioni, piani individuali di risparmio, private equity). Anche il disavanzo di bilancio della Regione Puglia registrato agli inizi del 2018 fa ben sperare, facendo intravedere saldi positivi. Agire secondo con­sapevolezza è simbolo di stabilità: la collaborazione tra gli operatori economici consci degli strumenti attuativi e lungimiranti di pensiero fornirà crescita.

di Karen Ricchiuti

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