11 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 11 Aprile 2021 alle 08:18:52

Cronaca News

Bocciati i ricorsi degli ambientalisti

Consiglio di Stato: il “salva-Ilva” è a maggior tutela di salute e ambiente


Ex Ilva

Doppia sconfitta per le associazioni ambientaliste. Il Consiglio di Stato, con due distinti pareri, ha infatti rigettato i ricorsi che erano stati proposti rispettiva­mente dal Codacons e da Peacelink contro il piano ambientale appro­vato con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 29 settembre 2017. Uno dei tanti de­creti che gli ambientalisti avevano bollato come “salva-Ilva”.

I ricorsi erano stati presentati al Presidente della Repubblica e il Consiglio di Stato, dopo l’istrutto­ria tecnico-giuridica, ha espresso parere di rigetto che ora sarà uffi­cializzato dallo stesso Presidente della Repubblica attraverso un proprio decreto.

Numerosi i motivi che avevano spinto le associazioni a chiedere l’annullamento del decreto. Tute argomentazioni respinte dal Consi­glio di Stato. Nei ricorsi era citata anche la sentenza della Corte Eu­ropea dei Diritti dell’Uomo – uno dei cavalli di battaglia degli am­bientalisti – che ha condannato lo Stato italiano per non aver protetto i cittadini di Taranto dall’inquina­mento. Ebbene, il Consiglio di Sta­to spiega che quella sentenza non assume rilievo ai fini del ricorso, perché la Corte europea «ha preso a

riferimento un periodo temporale anche assai risalente nel tempo» e che da quella sentenza della Corte «non si possono desumere argo­menti idonei ad inficiare» il decreto del quale gli ambientalisti chiede­vano l’annullaento. Anzi, specifica il Consiglio di Stato, quel decreto proprio in un’ottica di maggior tutela dell’ambiente e della salute della cittadinanza, ha approvato le modifiche al precedente Piano ambientale e sanitario del 2014, senza che il differimento di taluni

interventi all’anno 2023, previsto da specifiche norme di rango pri­mario (…), possa di per sé ripercuo­tersi negativamente sulla validità del provvedimento impugnato».

Bocciata anche un’altra argomenta­zione di fondo, quella cioè secondo cui non sarebbe stata favorita la partecipazione pubblica nel proces­so che ha portato alla definizione del piano ambientale.

Enzo Ferrari
Direttore Responsabile

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