Cronaca News

Il Consiglio di Stato smonta anche il modello senza carbone


Ex Ilva

Secondo il Codacons, il Ministero dello Sviluppo avrebbe dovuto favorire, nell’aggiudicazione della gara, l’avversaria di Arcelor Mittal, cioè gli indiani di Jindal. Questo perché nel suo piano Jindal prevedeva la decarbonizzazione dell’impianto.

Anche questo aspetto del ricorso presentato dal Codacons è stato rigettato dal Consiglio di Stato. «Le doglianze – è scritto nel parere del Consiglio – sono infondate». A parere del Consiglio di Stato, infatti, «nessuna censura può essere mossa» al decreto impugnato per non aver previsto le misure, come appunto la decarbonizzazione, invocate da chi ha proposto il ricorso, «non essendo tale decarbonizzazione un valore assoluto né preponderante a priori rispetto a tutti gli ulteriori interessi industriali, ambientali, economici ed occupazionali che sono venuti in rilievo nella procedura di aggiudicazione». Peraltro, chiarisce il Consiglio, dal principio comunitario di precauzione, invocato in questo caso dal Codacons, non deriva alcuna scelta obbligata. Come a dire: non vi sono scelte univoche e obbligate sulle misure tecniche da adottare. Analogo discorso per la «asserita impraticabilità», da parte dei ricorrenti, della copertura dei parchi, che peraltro – il Consiglio ne sottolinea la contraddizione – nello stesso ricorso viene definita come uno «tra gli interventi più attesi dalla popolazione». Le censure mosse dal Codacons, scrive il Consiglio di Stato, non vanno al di là di «vaghe affermazioni sulla difficoltà realizzativa» dell’intervento. Del resto, la copertura in piena fase di costruzione è la più evidente smentita alle preoccupazioni ambientaliste.

Enzo Ferrari
Direttore responsabile

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